Customer Service | Help | FAQ | PEP-Easy | Report a Data Error | About
:
Login
Tip: To save articles in ePub format for your eBook reader…

PEP-Web Tip of the Day

To save an article in ePub format, look for the ePub reader icon above all articles for logged in users, and click it to quickly save the article, which is automatically downloaded to your computer or device. (There may be times when due to font sizes and other original formatting, the page may overflow onto a second page.).

You can also easily save to PDF format, a journal like printed format.

For the complete list of tips, see PEP-Web Tips on the PEP-Web support page.

Izzo, E.M. (2007). Edipo a Colono. La vecchiaia ed il sentimento della finitezza. Rivista Psicoanal., 53(1):29-52.

(2007). Rivista di Psicoanalisi, 53(1):29-52

Edipo a Colono. La vecchiaia ed il sentimento della finitezza

Ezio Maria Izzo

«Non è esagerato dire che la razza umana deve la propria salvezza a quella schiera piccola di dotati bugiardi disposti, anche di fronte a fatti incontrovertibili, a conservare la verità delle loro falsità. Persino la morte fu negata» (Bion, 1970, 138). Così scrive Bion per ricordarci che siamo circondati da dotati bugiardi che ci rendono difficile cogliere le trasformazioni a cui la psiche va incontro nell'affrontare gli eventi più complessi della vita come la vecchiaia, tempo nel quale, più che nei precedenti, è presente nei nostri pensieri il problema della morte. Ma per prima cosa è da tener conto che la morte appartiene in realtà a tutte le età della vita, essa è nella dialettica della vita stessa ed allora sulla «bugia» credo si debba subito porre il dubbio che essa serva agli uomini per mantenere la negazione di un altro problema. È la domanda sul significato della propria esistenza, che in virtù di uno spostamento diventa paura della morte, a pervadere l'universo del vecchio dopo essersi con forza presentata in adolescenza e poi più facilmente dimenticata nelle altre età della vita. Non è la morte ciò che l'uomo vuol dimenticare, bensì il dubbio di non essere riuscito a darsi o a portare a termine un compito nel quale trovare il senso della propria vita; è questo dubbio che rende la vecchiaia e la morte stessa insopportabile.

Certo la cultura del narcisismo nella quale oggi siamo immersi aiuta la dinamica del fraintendimento imponendoci di guardare non ciò che siamo ma ciò che appariamo, l'avere più che l'essere, quindi anche di fronte alla vecchiaia impone di negarla piuttosto che comprenderla.

[This is a summary or excerpt from the full text of the book or article. The full text of the document is available to subscribers.]

Copyright © 2020, Psychoanalytic Electronic Publishing, ISSN 2472-6982 Customer Service | Help | FAQ | Download PEP Bibliography | Report a Data Error | About

WARNING! This text is printed for personal use. It is copyright to the journal in which it originally appeared. It is illegal to redistribute it in any form.