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Cargnelutti, E. Ciocca, A. Ginzburg, A. Lombardi, R. Natali, P. (2008). Disarmonie della relazione corpo/mente: osservazioni cliniche e tecnica psicoanalitica. Rivista Psicoanal., 54(1):11-29.

(2008). Rivista di Psicoanalisi, 54(1):11-29

Sommario

Disarmonie della relazione corpo/mente: osservazioni cliniche e tecnica psicoanalitica

Ennio Cargnelutti, Antonio Ciocca, Alessandra Ginzburg, Riccardo Lombardi e Paola Natali

Nella letteratura psicoanalitica vi è un interesse crescente per il ruolo svolto dalla relazione corpo-mente come strumento utile per avvici-nare clinicamente i pazienti difficili (McDougall, 1995; Ferrari, 1992; Meissner, 1997, 1998a, 1998b, 1998c; Ciocca, 1998; Bucci, 2000; Lombardi, 2000, 2006; Berti Ceroni, 2003; Paniagua, 2004; Aisenstein, 2006; Ginzburg, 2006). Si tratta di pazienti che anni fa sarebbero stati, forse trop-po facilmente, classificati «non-analizzabili» — come nel caso dei disturbi borderline, delle anoressie e bulimie, delle dismorfofobie, delle crisi di panico, dei sintomi ipocondriaci etc. — e che, pur non presentandosi fenomenologicamente come psicotici, ci confrontano con livelli molto arcaici di funzionamento mentale, in cui l'armonia della relazione tra il corpo e la mente risulta variamente compromessa o conflittuale. Per esempio, in alcuni appare più evidente la precarietà del pensiero simbolico perché troppo disincarnato dalla sua matrice corporea, in altri le sensazioni ed emozioni appaiono così insostenibili da provocarne un rinnegamento ed in altri ancora il corpo appare addirittura del tutto estraneo all'orizzon-te percettivo della persona. Il corpo così appare in primo piano, sia perché troppo presente sia perché paradossalmente assente: esso risulta la fonte primaria della angoscia e deve diventare perciò il focus più urgente della elaborazione analitica.

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