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Zanette, M. (2008). Journal of Child Psychotherapy vol. 32, n. 2, 2006 Routledge, London.. Rivista Psicoanal., 54(1):245-249.
    

(2008). Rivista di Psicoanalisi, 54(1):245-249

Riviste straniere

Journal of Child Psychotherapy vol. 32, n. 2, 2006 Routledge, London.

Review by:
Mirella Zanette

Un aneddoto. La presentazione del libro Surviving Space: Papers on Infant Observation di Briggs nel 2002, termina con un vivace contrasto tra Symington — che sulla base di una frequentazione personale e seminariale con Ester Bick, le attribuisce, concordando, una posizione ben definita sulla non integrazione come stato originario del bambino, di assoluta impotenza e passività — ed O'Shaughnessy, che all'opposto ritiene tale stato, qualora non passeggero, segno di uno sviluppo disturbato.

Il contrasto, di tutto rilievo per le implicazioni teorico-cliniche e tecniche, viene raccolto e nel 2005 promosso dalla Association Child Psycoyherapists a tema di uno Study Day su «Integration, unintegration, disintegrations». Il n. 2 del Journal riporta i principali interventi di quell'incontro, insieme ad uno stringato e interessante resoconto del lavoro nei gruppi. Emerge un quadro molto articolato che riafferma il contributo pionieristico di Bick nel training degli psicoterapeuti infantili, ne storicizza il pensiero rispetto alla cultura psicoanalitica inglese del dopoguerra, ne documenta l'evoluzione personale attraverso gli scritti (per quanto brevi rispetto al lavoro clinico e formativo) e apre ai contributi attuali dell'Infant Research, della neurologia e dell'embriologia.

Waddell, con funzione di chairman, propone di distinguere tra l'essere non integrati e il sentirsi in uno stato non integrato, (sperimentato non solo da bambini, ma anche da adolescenti o adulti) e invita a un lavoro di precisazione semantica non sempre agevole, dato che lo stesso fenomeno potrebbe essere interpretato come il permanere in uno stato primitivo di non integrazione o come un continuo ritornare difensivo a stati non integrati, nonostante la disponibilità di modi meno primitivi per tenersi insieme.

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