Customer Service | Help | FAQ | PEP-Easy | Report a Data Error | About
:
Login
Tip: To keep track of most popular articles…

PEP-Web Tip of the Day

You can always keep track of the Most Popular Journal Articles on PEP Web by checking the PEP tab found on the homepage.

For the complete list of tips, see PEP-Web Tips on the PEP-Web support page.

Mattana, G. (2012). La trasformazione dell'identitĂ  fra bugia e delirio. Rivista Psicoanal., 58(3):587-604.
    

(2012). Rivista di Psicoanalisi, 58(3):587-604

La trasformazione dell'identità fra bugia e delirio

Giorgio Mattana

Sebbene ricca di riferimenti al tema della bugia, la letteratura psicoanalitica difetta di trattazioni in profondità dell'argomento, che è peraltro oggetto di uno spettro di concettualizzazioni diverse che riflettono differenti configurazioni cliniche. Non è obiettivo del presente lavoro, nella consapevolezza della complessità del quadro, estrarre da esso delle invarianti o procedere alla definizione delle caratteristiche universali della bugia, né tantomeno mettere capo a una classificazione sistematica delle sue diverse forme. Ci si può limitare, a scopo introduttivo, a osservare che sulla bugia, tanto dal punto di vista evolutivo che «strutturale», come assetto relativamente stabile e permanente della personalità, può essere gettata sia una luce più ottimistica e positiva che una più inquietante e sinistra. Entrambe le prospettive sono idealmente riconducibili alle brevi considerazioni di Freud sull'argomento, di cui dunque, in un certo senso, rappresentano l'evoluzione e l'approfondimento. Analizzando le bugie di due bambine, l'una riguardante l'occultamento di una piccola somma di denaro e l'altra l'innalzamento dello status sociale della propria famiglia, Freud (1913) affermava che le menzogne infantili, verosimilmente giudicate in linea di principio innocue e innocenti, «si verificano per l'influsso di impulsi d'amore straordinariamente forti e diventano fatali se provocano un malinteso fra il bambino e la persona che egli ama» (223). Il fondatore della psicoanalisi le collegava esplicitamente al complesso di Edipo, all'angoscia, alle difese e regressioni a esso inerenti, concludendo: «Sarebbe un grave sbaglio se, sulla base di simili mancanze infantili, si facesse una prognosi relativa allo sviluppo di un carattere immorale» (227).

[This is a summary or excerpt from the full text of the book or article. The full text of the document is available to subscribers.]

Copyright © 2020, Psychoanalytic Electronic Publishing, ISSN 2472-6982 Customer Service | Help | FAQ | Download PEP Bibliography | Report a Data Error | About

WARNING! This text is printed for personal use. It is copyright to the journal in which it originally appeared. It is illegal to redistribute it in any form.