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Battistini, A. (2013). Scrivere di clinica psicoanalitica. Rivista Psicoanal., 59(2):419-434.

(2013). Rivista di Psicoanalisi, 59(2):419-434

Scrivere la psicoanalisi

Scrivere di clinica psicoanalitica

Angelo Battistini

Gli fu anco fatto dipingere nella medesima città, dalle donne di Santo Antonio da Padoa, in una tavola la Nostra Donna et in grembo a quella, sì come piacque a quelle semplici e venerande donne, Gesù Cristo vestito, e dai lati di essa Madonna S. Piero, San Paulo, Santa Cecilia e Santa Caterina. Alle qual due sante vergini fece le più belle e dolci arie di teste e le più varie acconciature da capo, il che fu cosa rara in que' tempi, che si possino vedere.

Giorgio Vasari, Vita di Raffaello di Urbino

Immerso nell'esperienza analitica, lo psicoanalista ne è al contempo un osservatore e in questo ruolo, avvalendosi delle teorie e dei modelli di riferimento, rileva fatti clinici per costruire ipotesi interpretative e intervenire al momento opportuno. Ma quando dalla fase d'osservazione e riflessione deve passare a quella della «formalizzazione» del suo pensiero, sia per rendere valutabile il suo lavoro clinico che per partecipare al dibattito scientifico, è inevitabile che si trovi nella necessità di scrivere dell'esperienza analitica coi pazienti. Nel corso della carriera, in occasione dei passaggi per divenire Membro Associato, Ordinario, Analista con Funzioni di Training o nella stesura di relazioni congressuali o di articoli, dovrà cimentarsi con la cosiddetta scrittura psicoanalitica, un genere letterario che «non è equiparabile alla narrazione letteraria né alla scrittura scientifica, anche se a volte sembra assumerne le sembianze. Si tratta di una produzione per certi versi ‘altra’, in quanto evocativa dei rapporti inalienabili con i fatti dell'inconscio e della sessualità infantile da accogliere, riconoscere, nominare…» (Passone, 2011, 893).

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