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Preta, L. (2016). Come le pietre e gli alberi Domenico Chianese Roma, Alpes, 2014, pagine 250, € 19,00. Rivista Psicoanal., 62(1):267-271.
   

(2016). Rivista di Psicoanalisi, 62(1):267-271

Come le pietre e gli alberi Domenico Chianese Roma, Alpes, 2014, pagine 250, € 19,00

Review by:
Lorena Preta

Quando un libro è così ricco e per certi versi esaustivo come quello di Domenico Chianese, è difficile non sentire che quando se ne parla si trascurano molte cose e che capita di privilegiarne alcune al posto di altre, anche perché il libro pur avendo uno stile totalmente lontano da una trattazione sistematica, anzi fornendo un sistema aperto e in espansione, si presenta come un organismo vivo, completo e complesso che andrebbe considerato nella sua totalità. Un organismo di cui possiamo seguire l'auto-organizzazione, il movimento vitale, e non ci rimane che assecondarlo in questo procedere inclusivo che lo fa crescere osmoticamente con l'esterno che incontra e che utilizza.

Scegliendo comunque un taglio, certamente personale, si potrebbe partire dalla dichiarazione iniziale dell'autore «la realtà è innegabile», per sottolineare con più forza ancora che la realtà costituisce di per sé un urto che mette costantemente alla prova il nostro essere soggetti votati alla costruzione del mondo, il nostro mondo interno e quello esterno.

Il libro è una lunga «traversata» come egli stesso la definisce, nelle variegate, complesse realizzazioni di questa realtà, per cercare una loro composizione. Riferendosi a questa, sceglie di parlarci dell'ambiente esterno, della natura, delle cose, degli artefatti umani, di quelli artistici in particolare.

Questi oggetti vanno per prima cosa percepiti, poi riconosciuti secondo un procedimento che non considera immediatamente, come avviene in quello psicoanalitico classico, le attribuzioni di significato che noi diamo loro, ma si pone nella disposizione di incontrarli, lasciandoli emergere nella loro realtà, secondo le loro caratteristiche.

Nella stanza d'analisi e nella riflessione teorica dell'analista questo significa creare uno spazio di attesa rispetto agli oggetti, che permetta di raccogliere le loro qualità senza sovrapporre immediatamente il significato che viene loro dall'uso o dalla consuetudine. Potremmo assimilare questa modalità alla capacità negativa, alla capacità di tollerare la frustrazione.

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