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De Luca, J. (2016). Pensieri ossessivi e ritiro adolescenziale: una questione morale. Rivista Psicoanal., 62(3):619-643.
   

(2016). Rivista di Psicoanalisi, 62(3):619-643

Pensieri ossessivi e ritiro adolescenziale: una questione morale

Jones De Luca

Oggetto di questo lavoro è l'ossessività negli adolescenti e il suo fraintendimento. Il tema non è nuovo ed il contributo teorico e clinico della psicoanalisi alla conoscenza e alla cura della nevrosi ossessiva (ora DOC) e dell'ampia gamma di disturbi legati all'ossessività, è stato ricco e vastissimo.

Sono problematiche molto comuni e si distribuiscono in un continuum che va dall'ossessività di cui tutti possiamo essere affetti, a un lato opposto ed estremo in cui troviamo una fascia di malattia grave, spesso invalidante, che ha dimostrato una prevalenza lifetime del 2,5 % sull'intera popolazione diventando il quarto disturbo psichiatrico più frequente (Serio, 2005, 224).

Negli ultimi anni, tuttavia, vi è stata una perdita di familiarità con i disturbi appartenenti a quest'area e il loro riconoscimento non è immediato. Le pubblicazioni sul tema sono rare: in particolare, per quanto riguarda gli adolescenti, si trovano spesso annotazioni relative all'ossessività dei pazienti presi in esame – era ossessionato continuamente da… era continuamente in preda a pensieri persistenti ecc. – ma poi sono altri gli aspetti che vengono approfonditi in questi studi (Novick J., Novick K., 2015; Szajnberg, N.M., 2012).

La prevalenza del disturbo ossessivo-compulsivo nella popolazione generale di adolescenti è però intorno allo 0,4-3 %. In questi casi le capacità individuali, le possibilità di socializzazione, lo studio o l'attività lavorativa possono essere consistentemente ridotti o seriamente compromessi (Pissacroia, 1997, 165-166).

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