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Guerrieri, A.M. (1968). Charles Mauron e la psicocritica. Psicoter. Sci. Um., 2(6):26-30.

(1968). Psicoterapia e Scienze Umane, 2(6):26-30

Charles Mauron e la psicocritica

Anna Maria Guerrieri

La fondazione della psicocritica come metodo di ricerca e quale criterio di cui valersi ai fini di una più completa comunicazione nei confronti dell'opera letteraria, è quanto principalmente risulta ed è testimoniato dal lavoro di Charles Mauron. La sua opera si inserisce abbastanza tempestivamente in una situazione di apertura della critica letteraria italiana nei confronti della psicoanalisi intesa come strumento d'interpretazione della poesia e del romanzo, specie ora che i recenti studi semantici rendono più evidenti le possibilità di contatto fra le dottrine che rivelano l'esistenza di un rapporto fra struttura della realtà e struttura neuropsicologica umana. E che l'espressività del linguaggio oggettivamente considerato, mentre indica nell'uso di forme linguistiche comuni, la risposta di semplice reazione a fenomeni percettivi ed emozionali elementari, dimostra la capacità di giungere a riordinamenti di più alto livello espressivo quando sia mossa da motivazioni complesse, fino a dar vita a forme espressive proprie del linguaggio scientifico e di quello poetico e narrativo.

L'opera di Mauron giunge a noi arricchita da notevoli elementi di maturità e di sviluppo ulteriore, là dove la critica letteraria nazionale rivela tempi d'innovazione più recenti, essendo stata dapprima pesantemente condizionata dall'irrigidimento dell'idealismo crociano e gentiliano. (In seguito, possibili aperture ad interpretazioni di più vasto respiro vennero controllate da una diffusa diffidenza verso dottrine vissute come apportatrici di una pericolosa svalutazione delle precedenti fatiche e di tutti i precedenti criteri adottati nell'analisi critica tradizionale delle opere di poesia, di teatro e di narrativa).

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