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Robitscher, C. (1972). il trattamento di bambini gravemente disturbati, “psicotici”, affetti da schizofrenia autistica o simbiotica. Psicoter. Sci. Um., 6(1-2):26-34.

(1972). Psicoterapia e Scienze Umane, 6(1-2):26-34

il trattamento di bambini gravemente disturbati, “psicotici”, affetti da schizofrenia autistica o simbiotica

C. Robitscher

Il metodo qui descritto è un adattamento delle teorie e metodiche sviluppate dai dott. Mahler e Furer presso il Masters Children Center di New York, basate sulle lunghe ricerche di Margaret Mahler in tema di psicosi infantili.

1. Considerazioni teoriche

Come si rileva dai suoi primi scritti e dal suo recente libro (1), Mahler ipotizza una teoria « simbiotica » dello sviluppo umano; i suoi concetti di fase autistica normale, fase simbiotica normale, e fase di separazione-individuazione, nello sviluppo della personalità sono modelli genetici che si riferiscono fondamentalmente allo sviluppo delle relazioni oggettuali. I concetti di Margaret Mahler sono complementari alla teoria genetica delle pulsioni, con i relativi concetti di fase orale, anale e fallica, visti nei loro rapporti con lo sviluppo dell'io e delle relazioni oggettuali.

Il termine di « simbiosi », usato dalla Mahler in maniera quasi simbolica, è preso dalla biologia, in cui indica una stretta associazione, di reciproco vantaggio, fra due organismi. Nella concettualizzazione mahleriana delle psicosi della prima infanzia questo termine è usato metaforicamente: a differenza del significato che ha in biologia, qui esso non descrive quel che in realtà avviene fra due individui separati, né si riferisce ad una associazione di vantaggio reciproco; bensì intende connotare un'unione parassitico-simbiotica. Descrive, in effetti, « lo stato di fusione indifferenziata e allucinata con la madre, e di immaginaria mancanza di delimitazione fra due persone che sono in realtà fisicamente separate e distinte, stato che caratterizza la psicosi simbiotica infantile » (2).

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