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Cundo, P. Fara, G. (1979). la pratica psicoanalitica e le classi subalterne. Psicoter. Sci. Um., 13(2):15-27.

(1979). Psicoterapia e Scienze Umane, 13(2):15-27

la pratica psicoanalitica e le classi subalterne

Paolo Cundo e Giuseppe Fara

Alcune cose che in tempi recenti sono successe in Italia a proposito di scuole speciali, consultori familiari, manicomi (per dir soltanto dei fatti principali) potrebbe aver segnato, pressochè alla chetichella, una svolta importante nell'arco malinconico delle vicende della follia e di altre miserie che le sono apparentate. Si dovrebbe pur essere indotti a spendere qualche spicciolo di ottimismo alla lotteria di Stato della psichiatria, e si potrebbe persino sentirsi autorizzati a immaginare che qualcosa di nuovo stia venendo alla luce, che non si sveli subito un ennesimo aborto (debitamente autorizzato) da archiviare immediatamente tra le carte della pubblica amministrazione.

E invece, a interrogarsi tra psichiatri, psicologi, altri esperti e inesperti della materia, non si ricevono troppi incoraggiamenti a sollevare il tono dell'umore: si ha l'impressione che in generale tiri un vento di disarmo e scetticismo, in un'atmosfera grigia di mediocri compromessi e di burocratiche astuzie, e una pesante cappa di depressione sembra incombere sul presente e sul futuro. Gli scoppi d'entusiasmo ai fuochi d'artificio dell'antipsichiatria o di altre retoriche esercitazioni si odono appena, come un'eco lontano, anche tra le fila degli operatori più giovani e più impegnati.

Buoni motivi, ovviamente, ce n'è da vendere, per non dipingersi il quadro a tinte rosa. Ma non ci vuol molto nemmeno per capire che ad alimentare un clima di solida sfiducia si ritrovano immancabili tutti coloro che hanno interessi solidissimi a dimostrare — con una sapiente orchestrazione accortamente suonata in sordina — che niente è cambiato perchè niente deve cambiare e i pubblici servizi non possono sfuggire al loro giusto destino di vivacchiare alla peggio per la gente peggiore.

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