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Pariti, P. Parin-Matthéy, G. (1983). IL MEDICOCENTRISMO NELLA PSICOANALISI UNA PROPOSTA DI REVISIONE DELLA TEORIA DELLA TECNICA. Psicoter. Sci. Um., 17(3):39-61.

(1983). Psicoterapia e Scienze Umane, 17(3):39-61

IL MEDICOCENTRISMO NELLA PSICOANALISI UNA PROPOSTA DI REVISIONE DELLA TEORIA DELLA TECNICA

Paul Pariti e Goldy Parin-Matthéy

«Ogni scienza muove da premesse pre-scientifiche. Esse diventano tuttavia un problema, se applicate ingenuamente o in maniera sconsiderata. (…) Noi dobbiamo riconoscere ed analizzare in quanto tali le nostre premesse, le nostre immagini del mondo. Soltanto allora esse si riveleranno a noi nel loro carattere di miti storici.» (Johannes Cremerius, 1981)

Il concetto di «medicocentrismo»

L'espressione medicocentrismo è stata da me coniata in analogia al termine eurocentrismo. Tale concetto non è nato per caso, ma ha una storia. A quanto mi risulta, il primo a parlare di culturism, culturismo, è stato l'illustre etnologo americano Melvil Herskovits (1955). Egli ha così designato il fenomeno secondo il quale gli uomini del mondo occidentale, persino gli scienziati e i ricercatori, non sono in grado di vedere nella giusta luce e di comprendere correttamente la cultura di un altro popolo. Ad essi sarebbero in ciò d'ostacolo la loro tradizione, le loro concezioni abituali, la loro mentalità e ideologia. Tutti questi elementi si sedimenterebbero formando come un preconcetto comune, che sarebbe necessario superare non soltanto allo scopo di comprendere l'altra cultura, ma per uscire dalla stasi in cui si trova la ricerca scientifica. L'eurocentrismo, un concetto di cui è inconcepibile ormai che l'etnologia possa fare a meno, significa che la civilizzazione europea, con la sua storia e le sue ripercussioni, viene presa come punto di riferimento quando si vogliono studiare delle culture non europee. Per assolvere il compito, che consiste nell'esame dei rapporti reali esistenti in una società altra dalla sua, il ricercatore deve innanzitutto sbarazzarsi di una fitta griglia di esperienze, concetti e conclusioni, che fanno parte della sua eredità europea, e sono incentrati sul nostro mondo occidentale.

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