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Cremerius, J. (1984). «IL LINGUAGGIO DELLA TENEREZZA E IL LINGUAGGIO DELLA PASSIONE». RIFLESSIONI SUL CONTRIBUTO DI SANDOR FERENCZI DEL 1932 A WIESBADEN. Psicoter. Sci. Um., 18(3):34-62.

(1984). Psicoterapia e Scienze Umane, 18(3):34-62

«IL LINGUAGGIO DELLA TENEREZZA E IL LINGUAGGIO DELLA PASSIONE». RIFLESSIONI SUL CONTRIBUTO DI SANDOR FERENCZI DEL 1932 A WIESBADEN

Johannes Cremerius

1. La situazione storica e psicologica nella quale venne letto nel 1932 questo contributo

Quando Ferenczi nel 1932 tenne la sua relazione a Wiesbaden, la pluriennale amicizia con Freud era degenerata in una reciproca sfiducia. Maestro e allievo si trovavano in un fondamentale contrasto. Come si era arrivati a questo punto? Fino a pochi anni prima c'era stata una vicinanza intensa. Freud chiamava Ferenczi «caro amico», era in uno scambio permanente di pensieri con lui, scambio che non si interrompeva neppure durante le vacanze, che tutti e due trascorrevano assieme. In molti scritti di tutti e due è molto difficile stabilire chi dei due abbia ispirato l'altro. L'elogio di Freud suona persino eccessivo: «… L'Ungheria… ha finora dato alla psicoanalisi un collaboratore soltanto, Ferenczi, che vale però una società intera» (1914, p. 406-407), e dopo la morte di Ferenczi si dice che egli abbia dato contributi «grazie ai quali ogni analista può dirsi suo allievo» (1933, p. 320).

Il motivo di base dell'allontanamento stava nelle sperimentazioni tecniche di Ferenczi, nelle quali egli cervava di dare ai pazienti quella «tenerezza materna», come la chiamava Freud (Jones, 1957, vol. III, p. 194-200), di cui dovettero fare a meno da bambini. Nel dicembre 1931 Freud, dopo aver saputo che Ferenczi baciava i suoi pazienti e che si lasciava baciare da loro, si richiama preoccupato all'astinenza e esprime il suo timore che altri potrebbero andare oltre su questa strada e che alla fine la cura psicoanalitica potrebbe degenerare in un pettingparty (Jones, 1957, vol. III, p. 196).

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