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Galli, P.F. (1988). LE RAGIONI DELLA CLINICA. Psicoter. Sci. Um., 22(3):3-8.

(1988). Psicoterapia e Scienze Umane, 22(3):3-8

LE RAGIONI DELLA CLINICA

Pier Francesco Galli

Il mio intervento ha sostanzialmente tre scopi che si intersecano variamente. Dalla prospettiva della clinica ed in termini di statuto della psicologia, una prima necessità è quella di dare diritto di cittadinanza alla clinica all'interno della psicologia scientifica sottraendo il dibattito alla contrapposizione sterile. Cercherò di mostrare quest'oggi, tramite l'individuazione di aree sottoponibili a verifica come, all'interno della storia del pensiero psicologico, il ruolo della clinica abbia una centralità nella riflessione teorica sul metodo in generale. Il secondo scopo è quello di fornire un contributo interlocutorio in relazione ai discorsi fatti sia ieri che oggi, nei quali ci sono stati degli spunti precisi per la riflessione su dati, rilevazioni, osservazioni che provengono dalla clinica. Il terzo scopo è quello di sottolineare come troppo spesso (è accaduto anche qui) quando ci si richiama alla psicoanalisi sembra che si sappia a cosa ci si stia riferendo. C'è un errore di fondo su questo problema: la psicoanalisi è passata attraverso una serie di vicissitudini che hanno messo in crisi la fondazione stessa del discorso teorico all'interno della disciplina, in particolare dopo l'individuazione dei limiti del criterio di verità dell'interpretazione. Momenti dell'evoluzione del pensiero psicoanalitico vengono presentati in serie, spesso senza coglierne a fondo le implicazioni, per cui ne può risultare l'impressione di compattezza del corpo dottrinale. Questo fatto, sommato alla lacuna storica italiana che residua ancora nella carenza di cultura critica specifica, favorisce l'equivoco di una sincronia apparente, sia concettuale sia di indicazioni di metodo, che finisce con l'avere una funzione profondamente deviante.

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