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Conci, M. (1990). Stephen A. Mitchell (1988), Relational Concepts in Psychoanalysis. An Integration. Cambridge, Massachussets: Harvard University Press, pp. 326, $ 25.. Psicoter. Sci. Um., 24(1):124-130.

(1990). Psicoterapia e Scienze Umane, 24(1):124-130

RECENSIONI

Stephen A. Mitchell (1988), Relational Concepts in Psychoanalysis. An Integration. Cambridge, Massachussets: Harvard University Press, pp. 326, $ 25.

Review by:
Marco Conci

Stephen Mitchell è un giovane e brillante analista di New York: dopo essersi laureato in storia a Yale, ed aver conseguito il dottorato in psicologia clinica presso la New York University, ha svolto il suo training psicoanalitico nell'ambito del «W.A. White Institute» - l'istituto fondato nel 1943 da H.S. Sullivan, F. Fromm-Reichmann, C. Thompson, J. Rioch, ed E. Fromm - di cui è attualmente analista didatta. Mitchell è inoltre assistant editor di Contemporary Psychoanalysis, la rivista che da 25 anni ripropone la tradizione interpersonale ed il clima culturale aperto ed eclettico che fondano questo istituto. Il taglio storico ed interdisciplinare, nonché il carattere comparativo ed integrativo dell'orientamento di Mitchell, che già lo hanno reso famoso anche in Italia con il volume Le relazioni oggettuali nella teoria psicoanalitica prodotto insieme a J.R. Greenberg nel 1983, sono presenti anche in questa nuova opera, che rappresenta l'ideale prosecuzione della precedente. Laddove Wallerstein parla di One psychoanalysis or many? (1988) Mitchell ci propone un terzo approccio, al di là di ortodossia ed eclettismo, nella Babele imperante in campo psicoanalitico. In questione - scrive l'autore nella prefazione - è «il tentativo di una integrazione selettiva» condotta a livello del «gruppo di teorie, e cioè teoria inglese delle relazioni oggettuali, psicoanalisi interpersonale, e psicologia del Sé, che derivano da una serie di premesse alle quali Jay Greenberg ed io abbiamo dato il nome di modello relazionale» (p. VIII). In particolare: se da una parte la teoria pulsionale di Freud, per quanto organica e comprensiva, è datata e mantenuta in piedi in modo tale da inibire qualsiasi innovazione, è altrettanto vero che, «sebbene la teoria relazionale sia molto più consona al modo in cui la maggior parte dei clinici praticano la psicoanalisi e la terapia psicoanalitica, essa non è mai stata portata al livello di un quadro teorico coerente e comprensivo.

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