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Migone, P. (1990). Lester Luborsky, Princìpi di psicoterapia psicoanalitica. Manuale per il trattamento supportivo-espressivo. Torino: Bollati Boringhieri, 1989. Prefazione di Philip S. Holzman. Presentazione all'edizione italiana di Salvatore Freni. pp. 204, lit. 34.000 (ed. or.: Principles of Psychoanalytic Psychotherapy. A Manual for Supportive-Expressive Treatment. New York: Basic Books, 1984).. Psicoter. Sci. Um., 24(2):125-130.

(1990). Psicoterapia e Scienze Umane, 24(2):125-130

RECENSIONI

Lester Luborsky, Princìpi di psicoterapia psicoanalitica. Manuale per il trattamento supportivo-espressivo. Torino: Bollati Boringhieri, 1989. Prefazione di Philip S. Holzman. Presentazione all'edizione italiana di Salvatore Freni. pp. 204, lit. 34.000 (ed. or.: Principles of Psychoanalytic Psychotherapy. A Manual for Supportive-Expressive Treatment. New York: Basic Books, 1984).

Review by:
Paolo Migone

Questo è un «manuale» di psicoterapia. Prima di recensirlo, occorre chiarire cosa si intende per «manuale», altrimenti può non essere colta la novità di questo libro, scambiandolo per un testo di tecnica tra i tanti.

I manuali di psicoterapia sono essenzialmente degli strumenti per la ricerca scientifica, nati negli Stati Uniti negli anni '70 dalla esigenza di verificare l'efficacia delle diverse tecniche psicoterapeutiche, inizialmente sentita durante l'amministrazione Carter e poi con Reagan, anche dietro la spinta delle società assicurative che dovevano decidere se finanziare o meno determinate prestazioni. Come è noto, il campo della ricerca in psicoterapia è sempre stato irto di difficoltà metodologiche, tanto che si trova in uno stato di arretratezza rispetto ad altri settori. Una delle principali difficoltà nel valutare l'efficacia della psicoterapia è che quest'ultima non è affatto una entità omogenea, per cui se si parla di «psicoterapia» al singolare essa rischia di rimanere una astrazione, impossibile da valutare in quanto non si conosce dove e quando abbia luogo. Ma neanche se parliamo di «psicoterapie» al plurale risolviamo il problema, e non tanto perché vi sarebbero più di 250 psicoterapie diverse, quanto perché ci troviamo di fronte al problema di differenziarle tra loro e di garantire che la tecnica che stiamo testando in una data ricerca sia veramente quella impiegata in tutti i soggetti del campione. È noto infatti che se due o più psicoterapie vengono chiamate allo stesso modo (ad esempio «psicoterapia psicoanalitica»), questo non garantisce che esse descrivano lo stesso fenomeno, né che due tecniche nominalmente diverse si riferiscano ad operazioni completamente differenti.

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