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Concas, M.C. (1990). Leon Grinberg, La supervisione psicoanalitica. Teoria e pratica. Trad. di F. Pezzoni. Milano: Cortina, 1989 (ediz. orig. La supervision psicoanalítica. Teoria y practica. Tecnipublicaciones, S.A., 1986), pp. 128, Lit. 22.000.. Psicoter. Sci. Um., 24(4):134-137.

(1990). Psicoterapia e Scienze Umane, 24(4):134-137

Leon Grinberg, La supervisione psicoanalitica. Teoria e pratica. Trad. di F. Pezzoni. Milano: Cortina, 1989 (ediz. orig. La supervision psicoanalítica. Teoria y practica. Tecnipublicaciones, S.A., 1986), pp. 128, Lit. 22.000.

Review by:
Maria Cellesi Concas

Grinberg in questo lavoro esprime il suo pensiero sulla trasmissione del sapere analitico, prendendo in esame aspetti teorici e pratici, problemi e difficoltà. Per prima cosa egli si occupa del problema della preparazione dei docenti e dei supervisori, problema affrontato dall'Istituto di psicoanalisi argentino, ma trascurato da molti istituti di psicoanalisi. Sulla supervisione in particolare egli afferma che è uno dei «cardini della psicoanalisi». La supervisione è un rapporto tra due persone, supervisore e allievo, che ha per contenuto l'insegnamento, l'apprendimento e la valutazione delle capacità dell'allievo, e per obiettivi l'integrazione fra teoria e clinica, la comprensione del processo analitico, il miglioramento dello strumento analitico dell'allievo (usato però «dalla parte dell'analista»), il miglioramento della sua capacità di ascoltare, di osservare ciò che avviene in seduta, di comprendere, di interpretare, di autosupervisionarsi. Grinberg, in supervisione, prende in esame ogni dettaglio di un caso clinico, svolgendo l'insegnamento su aspetti teorici e tecnici generali. La supervisione per Grinberg può essere di «apprendimento», «consulto», «ricerca» e, in casi particolari, «terapeutica». Di norma però deve rimanere distinta dalla terapia, anche se con questa presenta oltre a punti di contatto, problemi e difficoltà spesso simili. Così come la terapia, la supervisione deve avere un setting preciso, fondarsi su una alleanza di apprendimento, può inoltre presentare problemi derivanti da interferenze transferali e controtransferali, rivalità, competitività, esibizionismo, aspetti patologici delle personalità del supervisore e dell'allievo. Proprio per tenere distinte supervisione e terapia, il supervisore si deve limitare ad esaminare problemi dell'allievo determinati da controidentificazione proiettiva e non problemi dovuti a riattivazione di personali conflitti.

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