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(1994). Fabio Bazzani, Alessandro Guidi, Il rischio e la chiacchiera. Il luogo del discorso etico tra filosofia e psicoanalisi. Roma: Borla, 1992, pp. 150, Lit. 20.000.. Psicoter. Sci. Um., 28(1):144.

(1994). Psicoterapia e Scienze Umane, 28(1):144

Fabio Bazzani, Alessandro Guidi, Il rischio e la chiacchiera. Il luogo del discorso etico tra filosofia e psicoanalisi. Roma: Borla, 1992, pp. 150, Lit. 20.000.

Negli ultimi anni il piano di lavoro di molti studiosi si è inclinato nella direzione dell'etica, ed il libro di Bazzani e Guidi testimonia di questo movimento all'interno di due stili differenti di discorso. Il saggio di Bazzani, L'ideologia della chiacchiera e il rischio dell'autenticità. Lineamenti per un discorso filosofico-morale, annoda i due termini-chiave del volume attraverso la mediazione di altre parole. La chiacchiera, più che essere semplicemente correlata, viene dichiaratamente identificata con l'ideologia, poiché entrambe «designano un concetto di non-verità, sostanzialmente univoco, un falso sapere, un'opinione, una realtà inautentica». Lo stesso non può farsi per l'altra coppia, «poiché se è vero che il rischio apre alla verità nel momento in cui si commisura alla autenticità, alla verità medesima, parimenti è vero che può inerire all'inautentico, al non-vero». L'analisi viene condotta all'interno del quadro teoretico che ha più ampiamente tematizzato questa contrapposizione: la «filosofia dell'esistenza», che è un capitolo più vasto dell'esistenzialismo e si spinge a comprendere «tutto quel pensiero non razionalistico in accezione classica». Il rischio può sfociare nell'autenticità solo passando attraverso l'interpretazione della molteplicità e con ciò il discorso filosofico si apre non soltanto all'ermeneutica, ma anche alla psicoanalisi. Nel saggio di Guidi, I tre rischi della psicoanalisi. Il sapere analitico come sapere della parola, il concetto di rischio indica più una situazione di pericolo che un azzardo esistenziale. I tre rischi sono quello epistemico (la trasformazione del lavoro analitico in un corollario della teoria metapsicologica), quello psicoterapeutico (l'attrazione esercitata sulla psicoanalisi dalle varie forme di terapia della psiche) e quello ermeneutico (la riduzione della psicoanalisi a semplice attività interpretante). L'antidoto a questi rischi - cui corrispondono altrettante forme di chiacchiera -è la rivalutazione della psicoanalisi come puro e semplice «sapere della parola», animato da ciò che Lacan chiamava «la passione dell'ignoranza». (F.M.)

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