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Mele, A. (1994). Sander L. Gilman, Immagini della malattia. Dalla follia all'Aids. (Ed. orig., Disease and Representation. Images of Illness from Madness to Aids. Ithaca and London: Cornell University Press, 1988). Trad. di Maurizio Marzari. Bologna: Il Mulino, 1993, pp. 360, lit. 46.000.. Psicoter. Sci. Um., 28(4):135-137.

(1994). Psicoterapia e Scienze Umane, 28(4):135-137

Sander L. Gilman, Immagini della malattia. Dalla follia all'Aids. (Ed. orig., Disease and Representation. Images of Illness from Madness to Aids. Ithaca and London: Cornell University Press, 1988). Trad. di Maurizio Marzari. Bologna: Il Mulino, 1993, pp. 360, lit. 46.000.

Review by:
Amalia Mele

Più che una trattazione organica, il libro di Gilman è un insieme di saggi, tutti di alto interesse, che vanno dalla rappresentazione della follia alle immagini dell'ammalato di Aids (che Gilman individua come erede delle sanzioni dell'anomalia sessuale, un tempo rivolte contro la sifilide); dalla costruzione della schizofrenia (entità nosografica della quale Gilman dimostra il carattere del tutto artificioso e denuncia l'errore metodologico di una nostra proiezione su epoche passate) alla follia vista da un folle (e poi da un «folle» eccellente come Van Gogh); dall'intreccio di sessualità e malattia nel primo disegno di Leonardo, all'omosessualità ed ai modelli di malattia nella Salomé di Richard Strauss; dalla penetrazione delle teorie darwiniane in campo artistico, alla comparazione tra modelli occidentali e modelli orientali di figurazione della malattia all'epoca del colonialismo; e così via. Ma il punto focale del suo libro è costituito dalle «immagini della malattia». Ciò lo porta a un lungo, puntuale excursus storico sulla rappresentazione figurativa della follia. Per Gilman ogni malattia è sempre anche l'invenzione di una cultura, che reagisce confinando la malattia in uno spazio ben delimitato. L'Autore dichiara sin dalle prime pagine che «l'arte, qualunque forma assuma, è un'icona del nostro controllo sul fluire della realtà», accogliendo la definizione di icona suggerita da Peirce nei Collected Papers.

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