Customer Service | Help | FAQ | PEP-Easy | Report a Data Error | About
:
Login
Tip: To quickly return from a journal’s Table of Contents to the Table of Volumes…

PEP-Web Tip of the Day

You can return with one click from a journal’s Table of Contents (TOC) to the Table of Volumes simply by clicking on “Volume n” at the top of the TOC (where n is the volume number).

For the complete list of tips, see PEP-Web Tips on the PEP-Web support page.

Grotta, A. (1995). Pierrette Lavanchy, Il corpo in fame, Milano: Rizzoli, 1994, pp. 301, Lit. 28.000.. Psicoter. Sci. Um., 29(2):135-137.

(1995). Psicoterapia e Scienze Umane, 29(2):135-137

Pierrette Lavanchy, Il corpo in fame, Milano: Rizzoli, 1994, pp. 301, Lit. 28.000.

Review by:
Adriana Grotta

Un libro raro, perché strumento di lavoro insolito e prezioso, e allo stesso tempo lettura interessante. Il corpo in fame è infatti un'esplorazione a tutto campo dell'universo dei disordini alimentari, presenti nella nostra società in misura sempre più allarmante, sia nella variante dell'anoressia che in quelle della bulimia. A differenza delle molte trattazioni disponibili sull'argomento, la Lavanchy non ci propone una teoria compiuta o una storia emblematica, bensì un'indagine approfondita su tutti gli aspetti e i risvolti del problema, psicologici, biologiconeurologici, culturali, sociali e anche legali. Uno degli intenti del libro è sicuramente quello di offrire a dei lettori non specialisti, quali genitori e insegnanti o gli stessi interessati, una mappa per cominciare ad orientarsi in quella che sembra essere una «terra di nessuno» e conoscere le proposte terapeutiche possibili e disponibili. Ad un altro livello, gli addetti ai lavori, psicologi e psicoterapeuti, possono trovare delle informazioni utili e indicazioni anche di tipo medico di cui è assolutamente necessario tenere conto in questi casi. Ma il libro rappresenta anche - e questo è ciò che lo rende più autentico - l'occasione per una riflessione personale e approfondita di una psicoanalista che cerca di confrontarsi con l'enigma di questi disordini, e in particolare dell'anoressia: disturbo di ordine psicologico o scompenso biochimico oppure disagio e scelta esistenziale? Sappiamo che la psicoterapia di queste pazienti, perché soprattutto di giovani donne si tratta, è una sfida difficilissima, anche per tutte le implicazioni che comporta - alimentazione forzata, rapporti con la famiglia - le quali richiedono un atteggiamento flessibile e realistico, disponibile alla collaborazione con altre figure professionali. Quai è allora la posizione auspicabile da parte del terapeuta?

Le teorie possono servire fino ad un certo punto; mai come in questi casi è determinante la capacità di ascoltare e coniugare il rispetto dell'individualità del paziente con la curiosità per la sua storia personale.

[This is a summary or excerpt from the full text of the book or article. The full text of the document is available to subscribers.]

Copyright © 2021, Psychoanalytic Electronic Publishing, ISSN 2472-6982 Customer Service | Help | FAQ | Download PEP Bibliography | Report a Data Error | About

WARNING! This text is printed for personal use. It is copyright to the journal in which it originally appeared. It is illegal to redistribute it in any form.