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Zanardi, C. (1995). IL MATERNO IN PSICOANALISI: DALLA MENTE/CORPO AL CORPO/MENTE. Psicoter. Sci. Um., 29(3):71-97.

(1995). Psicoterapia e Scienze Umane, 29(3):71-97

IL MATERNO IN PSICOANALISI: DALLA MENTE/CORPO AL CORPO/MENTE

Claudia Zanardi

La prima parte dell'articolo rintraccia, negli scritti di Freud relativi ai casi delle sue pazienti isteriche e nella voce/corpo delle isteriche, la giustapposizione di due linguaggi, che non si ascoltano l'un l'altro. Allo stesso tempo, la voce/corpo delle donne isteriche trova conferma nella teoria femminista di Luce Irigaray che sottolinea l'importanza del materno e del suo linguaggio corporeo. Nella seconda parte, viene descritto il linguaggio corporeo nell'esperienza clinica di alcune analiste donne con pazienti donne, nel tentativo di interpretarne il significato alla luce dell'esperienza materna madre-figlia. In questa esperienza, il corpo diventa un soggetto parlante nella relazione analitica, rifiutando tutte le interpretazioni e diventando in se stesso la narrazione di un Sé arcaico, di una relazione primaria con la madre, quel linguaggio materno identificato da Luce Irigaray nella sua teoria. L'articolo vuole mettere in evidenza lo spostamento di significato dei sintomi corporei, soprattutto femminili, dai sintomi corporei interpretati secondo la teoria edipica al corpo «ascoltato» nelle sue diverse sintomatologie, come espressione di un'impossibilità di acquisire un'identità e, nello stesso tempo, di un'affermazione di esistenza e di un desiderio di soggettività.

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