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(1997). Darlene Bregam Ehrenberg, The Intimate Edge: Extending the Reach of Psychoanalytic Interaction. New York: Norton, 1992, pp. 210, $ 35.. Psicoter. Sci. Um., 31(2):134-135.

(1997). Psicoterapia e Scienze Umane, 31(2):134-135

Darlene Bregam Ehrenberg, The Intimate Edge: Extending the Reach of Psychoanalytic Interaction. New York: Norton, 1992, pp. 210, $ 35.

La Ehrenberg scrive da circa vent'anni sulla tecnica psicoanalitica e, in particolare, sulla metodologia clinica dell'impegno (engagement) psicoanalitico. La maggioranza dei suoi articoli sono comparsi su Contemporary Psychoanalysis e molti sono stati raccolti, rivisti, ampliati in questo libro che si presenta come uno dei migliori testi disponibili sulla pratica del «metodo clinico interpersonale». L'autrice sostiene che il suo scopo è quello di «portare il lettore nell'intimitá della stanza dell'analista per illustrare alcune modalitá nelle quali il riconoscimento della natura interattiva nel campo analitico ha profonde e radicali implicazioni per il nostro pensiero sulla tecnica analitica, indipendentemente dal nostro orientamento teorico» (p. 192). Rifacendosi a Loewald (1960), l'autrice distingue chiaramente tra teoria della tecnica e teoria dell'azione terapeutica. Invece di presentare una teoria dell'azione terapeutica più tradizionalmente lineare, mostra l'azione terapeutica nel contesto di diverse più illuminanti aree della relazione analitica, quali ad esempio la strutturazione dell'incontro analitico, il controtransfert e la resistenza di controtransfert. Gli esempi clinici coprono un ampio raggio di patologia e tuttavia, sempre incurante del sintomo, il focus dell'investigazione si muove rapidamente dall'esperienza del paziente e dall'esperienza dell'analista alla loro interfaccia nell'immediata interazione clinica. Questo è l'Intimate Edge. Una forza ne bilancia un'altra, analista e paziente sono visti come coequal participant. Il richiamo a Sullivan è chiaro, e, come Sullivan, l'autrice non ha nessuna pretesa di presentarsi come schermo opaco; vuole che i suoi pazienti esprimano i loro punti di vista liberamente, pur insistendo sulla necessitá che essi le diano il dovuto rispetto come persona che ha una ben definita personalitá e una ben conscia presenza emotiva. Nonostante il suo pensiero rappresenti il punto di vista interpersonale, esso allo stesso tempo rappresenta varie linee di prospettiva.

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