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Fissi, S. (2000). AL DI LÀ DELL'ARCHETIPO II - VERSO UNA METAPSICOLOGIA DELLA COMPLESSITÀ. Psicoter. Sci. Um., 34(2):87-105.

(2000). Psicoterapia e Scienze Umane, 34(2):87-105

AL DI LÀ DELL'ARCHETIPO II - VERSO UNA METAPSICOLOGIA DELLA COMPLESSITÀ

Stefano Fissi

Nel conflitto tra empirismo-naturalismo ed ermeneutica, gli junghiani sembrano essersi schierati quasi interamente in quest'ultimo campo, memori degli atteggiamenti iconoclasti verso la scienza del loro caposcuola. Hillman sembra avere portato all'estremo l'emancipazione della psicologia analitica dal modello medico e dalle metafore biologiche, proponendo il ritorno ad un politeismo neoplatonizzante. Ma anche il movimento psicoanalitico ha attuato una progressiva revisione del modello strutturale tripartito, con una serie di passaggi: introduzione del Sé; autonomizzazione dell'oggetto dalla pulsione; valorizzazione dell'affetto; organizzazione sistemica della psiche; individuazione di strutture basilari omeostatiche, con un corrispettivo neurofisiologico, uno rappresentazionale e uno comportamentale, di regolazione della relazione e del Sé. I sistemi motivazionali hanno una derivazione mista dall'eredità e dalla relazione d'accudimento, e traducono il fondamento pulsionale dello psichismo in una struttura più articolata e più aderente ai «bisogni» dell'esperienza immediata. Ritorna così in ballo quella visione molteplice della psiche che Hillman ha tradotto nelle archai neoplatoniche, e che l'infant observation ripercorre nelle strutture di regolazione diadica del Sé e della relazione, che dall'infante si prolungano nell'adulto e nei modelli interattivi disfunzionali della coazione a ripetere. L'archetipo può essere l'anticipazione di un modello metapsicologico della complessità che oggi dà voce all'aspirazione unitaria di un'integrazione delle teorie.

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