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(2000). Schede: Rolando O. Benenzon, Musicoterapia. Esperienze di supervisione. Trad. it. di Cecilia Ramondetta; ed. it. di Carmen Ferrara. Roma: Phoenix Editrice, 1999, pp. 241, Lit. 38.000.. Psicoter. Sci. Um., 34(2):145.

(2000). Psicoterapia e Scienze Umane, 34(2):145

SCHEDE

Schede: Rolando O. Benenzon, Musicoterapia. Esperienze di supervisione. Trad. it. di Cecilia Ramondetta; ed. it. di Carmen Ferrara. Roma: Phoenix Editrice, 1999, pp. 241, Lit. 38.000.

Dei quattro modelli di musicoterapia oggi dominanti, quello di Benenzon è l'unico a non aver avuto origine in paesi di lingua inglese bensì latino-americana. Il suo ideatore, musicista, medico e psichiatra, ha trovato anche in Italia largo seguito e, accanto ad altri impegni e incarichi internazionali, dirige a Roma la Scuola di Formazione di Musicoterapia dell'Associazione Anni Verdi. Già autore, insieme con H. de Gainza e G. Wagner de La nuova musicoterapia (1997, sempre per i tipi della Phoenix Editrice) e di un Manuale di Musicoterapia (Borla, 1998), questo volume è dedicato alla supervisione. Nella presentazione, K.S. Aigen indica alcune delle domande centrali cui ogni musicoterapeuta dovrebbe poter rispondere, come l'importanza da dare all'interazione verbale, l'entità dei meccanismi specifici in atto con la musica, l'opportunità o meno di sviluppare una teoria autonoma. A questo riguardo, il modello di Benenzon si presenta come eclettico. Se da un lato pone al centro la musica e l'esclusività delle sue proprietà cliniche – la musica è un «mezzo simbolico», ma è anche «l'arte di combinare i silenzi» (p. 39) – dall'altro ricorre largamente alle formulazioni psicoanalitiche, dal primo Freud a Winnicott, a Stern, senza trascurare gli apporti della Scuola di Palo Alto, di Jung, di Hall per la Prossemica, di K. Lorenz. Al di là delle dichiarazioni di appartenenza teorica, ciò che conta è l'accento posto da Benenzon sulla qualità della relazione paziente-terapeuta, sulla necessità dell'indagine degli stati interiori del terapeuta, sui «fenomeni transferali e controtransferali». Nel I Capitolo viene descritto il concetto di supervisione in musicoterapia, mentre nei successivi sono gli stessi terapeuti che operano secondo il suo modello a illustrare le proprie esperienze. Gravidanza, autismo, disturbi psicosomatici sono alcuni dei campi di trattamento, analizzati uno per uno da Benenzon, che ne trae ulteriori implicazioni cliniche e teoriche. Prevenzione e ricerca sono altre voci che trovano ampio spazio. Ne emerge un quadro che fa indubbiamente luce sulle modalità cliniche di questo approccio alla sofferenza psichica ancora poco noto e pieno di contraddizioni. (A.M.)

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