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(2000). Antonio Semerari, Storia, teorie e tecniche della psicoterapia cognitiva. Roma-Bari: Laterza, 2000, pp. viii+291, Lit. 38.000.. Psicoter. Sci. Um., 34(4):151.

(2000). Psicoterapia e Scienze Umane, 34(4):151

Antonio Semerari, Storia, teorie e tecniche della psicoterapia cognitiva. Roma-Bari: Laterza, 2000, pp. viii+291, Lit. 38.000.

Semerari è un noto esponente, assieme a Giovanni Liotti e altri, della scuola romana di terapia cognitiva, ed è didatta della Società di terapia comportamentale e cognitiva (Sitcc); attualmente è anche presidente della sezione italiana della Society for Psychotherapy Research (Spr-Italia). In precedenza ha scritto I processi cognitivi nella relazione terapeutica (Roma: Nis, 1991 - vedi la scheda su Psicoter. Sc. Um., 1992, 2, p. 151), curato il volume Psicoterapia cognitiva del paziente grave. Metacognizione e relazione terapeutica (Milano: Cortina, 1999), e con Francesco Mancini ha curato i due volumi La psicologia dei costrutti personali (Milano: Franco Angeli, 1985) e Le teorie cognitive dei disturbi emotivi (Roma: Nis, 1990). In questo libro fa una introduzione alla moderna concezione della terapia cognitiva, tracciando il suo sviluppo storico dai pionieri Beck e Ellis fino al più recente approccio «metacognitivo» (sposato anche da psicoanalisti quali Fonagy e altri) di cui lo stesso autore è uno dei più autorevoli esponenti. La trattazione è inframmezzata da vari esempi clinici, tratti da registrazioni di sedute, che aiutano a calare nella operatività concreta le formulazioni teoriche presentate. Vi sono 11 capitoli divisi in tre parti: nella prima parte (L'origine e lo sviluppo del cognitivismo clinico; Il contesto influente; La nuova agenda della psicoterapia cognitiva) esamina i rapporti tra la «teoria generale» della terapia cognitiva e la sua «teoria clinica»; nella seconda parte (Efficacia, scopi e metodi della psicoterapia cognitiva; La relazione terapeutica) esamina i rapporti tra la «teoria clinica» e le tecniche terapeutiche più specifiche; nella terza parte (La valutazione dei contesti problematici; La valutazione delle funzioni metacognitive; La valutazione della relazione terapeutica; Il cambiamento dei contesti problematici; L'intervento sulle funzioni metacognitive; La regolazione della relazione terapeutica) cerca di «offrire al lettore una prima idea di come pensa e opera un buon terapeuta cognitivo», prescindendo però dal trattamento di quadri nosografici specifici. (P.M.)

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