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Westen, D. (2001). LO STATUS SCIENTIFICO DEI PROCESSI INCONSCI: FREUD È DAVVERO MORTO?. Psicoter. Sci. Um., 35(4):5-58.

(2001). Psicoterapia e Scienze Umane, 35(4):5-58

LO STATUS SCIENTIFICO DEI PROCESSI INCONSCI: FREUD È DAVVERO MORTO?

Drew Westen

A intervalli regolari, nel corso degli ultimi cinquant'anni, i critici di Freud e della psicoanalisi hanno alzato la voce nell'opinione pubblica generale e nei circoli intellettuali per dichiarare, di solito, che Freud era morto di una qualche nuova morte dalla lunga agonia e che l'impresa da lui creata doveva essere sepolta assieme a lui come le suppellettili che accompagnavano i Faraoni egiziani nella tomba del loro sonno eterno. Sebbene queste critiche abbiano assunto le più svariate forme, una delle affermazioni centrali comune ad esse è sempre stata che i processi inconsci, al pari di tutti gli altri costrutti psicoanalitici, erano privi di qualsiasi base in termini di ricerca scientifica. Negli ultimi anni, tuttavia, ha visto la luce un ampio corpo di ricerche sperimentali comparse in una serie di riviste indipendenti (ad esempio, ricerche sul pensiero inconscio, sull'apprendimento affettivo inconscio, sul pregiudizio inconscio e sui circuiti neurali differenziali che stanno alla base dei processi coscienti e inconsci) e in grado di documentare il più fondamentale assunto della psicoanalisi, cioè quello che afferma che la vita mentale è inconscia e che questo stato si estende ai processi cognitivi, affettivi e motivazionali. L'esame di questo corpo di ricerche ha per scopo sia quello di operare una revisione della comprensione psicoanalitica dei processi inconsci, che quello di arrivare alla conclusione che, basandosi solamente su indagini scientifiche controllate, (cioè, anche senza arrivare a considerare i dati clinici), la serie di attacchi ripetuti e allargati contro la psicoanalisi non è ulteriormente sostenibile.

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