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Guerrieri, A.M. (2002). Silvia Lagorio, Clementina Pavoni, Il cocomero rubato, Milano: Il Saggiatore 2001.. Psicoter. Sci. Um., 36(2):141-143.

(2002). Psicoterapia e Scienze Umane, 36(2):141-143

Silvia Lagorio, Clementina Pavoni, Il cocomero rubato, Milano: Il Saggiatore 2001.

Review by:
Anna Maria Guerrieri

Recentemente, per la Casa Editrice «II Saggiatore», è uscito un libro di Silvia Lagorio e Clementina Pavoni, dal titolo 77 cocomero rubato, tratto dall'omonimo racconto di Mark Twain. Non si tratta di un saggio a quattro mani, ma di due contributi distinti, anche se non estranei reciprocamente. Il primo di essi, scritto da Lagorio, si intitola Etiche a confronto, e l'A. imposta il proprio discorso partendo dal confronto tra due interpretazioni delle dinamiche psichiche, quella freudiana e quella Junghiana, con gli sviluppi teorici che ne conseguono. Efficace allo scopo è dunque la scelta di partenza: L'Io e l'Es, che Freud scrisse nel 1923, e L'Io e l'inconscio, che Jung portò a compimento nel 1928. Come è noto, Freud, fin dall'inizio della sua ricerca, si basa sull'idea che l'individuo venga in conflitto con la Kultur per via delle pulsioni presenti nell'inconscio e tendenti a tradursi in comportamenti inaccettabili da parte di istanze superiori, che egli sente primariamente come etiche. Jung, invece, tende a sentire il substrato potenzialmente patogeno della psiche come meno istintuale-animale, e più come forza collettiva, pre-individuale, mentre l'istanza più evoluta, depositaria del funzionamento psichico non patologico, è meno istanza etico-normativa, e più principio di coscienza-individuazione.. Tutto ciò tenendo presente, però, che sia in Freud che in Jung, la patogenicità dell'inconscio è solo potenziale: l'inconscio è patogeno solo in certe circostanze, ma conserva valore anche di arricchimento e di dinamismo della persona. In altre parole, la dicotomia coscienza-inconscio non assume mai connotati manicheistici ne in Freud ne in Jung. E da tutto ciò la profonda affinità strutturale tra le due concezioni, in cui la psiche è immaginata come un campo di forze strutturato da una polarità fondamentale: natura-legge in un caso, collettività-individuazione nell'altro.

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