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Ranchetti, M. (2004). MALE: SOGGETTO O AGGETTIVO?. Psicoter. Sci. Um., 38(1):11-19.

(2004). Psicoterapia e Scienze Umane, 38(1):11-19

MALE: SOGGETTO O AGGETTIVO?

Michele Ranchetti

Data la assenza di riferimenti al concetto di “male” negli scritti di Freud, se ne deduce che il male, così come i concetti di bene, peccato, salvezza, ecc., nell'universo analitico non sono presenti. Il progetto freudiano prevede infatti che questi concetti siano intesi come termini provvisori per il passaggio da una cultura a un'altra, verso una “liberazione” da alcuni “idoli” precedenti, e non meramente verso una terapia, così come oggi generalmente viene intesa la psicoanalisi. Uno dei risultati di questo processo riduttivo è l'istituzionalizzazione, e a questo riguardo vengono discussi in dettaglio due esempi: il primo è la preghiera, che riconosce nel singolo la presenza di una disponibilità al “male” indotto da una forza esterna e che quindi si rivolge ad un'altra forza esterna per la propria salvezza; il secondo è il modo con cui gli analisti riportano i casi clinici, dove non viene posta una questione di valori ma l'indagine analitica in quanto tale.

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