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(2004). Dennie Briggs, A Life Well Lived. Maxwell Jones - A Memoir. London and Philadelphia: Jessica Kingsley Publishers, 2002, pp. 201, £ 16.95. Psicoter. Sci. Um., 38(2):264.

(2004). Psicoterapia e Scienze Umane, 38(2):264

Dennie Briggs, A Life Well Lived. Maxwell Jones - A Memoir. London and Philadelphia: Jessica Kingsley Publishers, 2002, pp. 201, £ 16.95

Il volume qui segnalato - undicesima pubblicazione nella serie Therapeutic Communities - vuole essere un omaggio alla memoria di una delle maggiori figure di riferimento nell'ambito della psichiatria sociale e, insieme, una testimonianza di lavoro in comune e di amicizia da parte dell'Autore. Briggs ha conosciuto Jones nel 1956 e - in diversa misura e attraverso differenti occasioni di incontro e di lavoro - ne ha seguito le orme fino alla sua morte (1990), divenendo nel corso del tempo egli stesso un rappresentante del movimento delle comunità terapeutiche. Negli otto capitoli che compongono il testo, sono ripercorse molte delle iniziative portate avanti da Jones nei circa trentacinque anni in cui i due uomini sono stati legati da vincoli d'amicizia e professionali. Fu verso la metà degli anni Cinquanta che Briggs (allora inserito in un ospedale militare della Marina degli USA in California) conobbe Jones, chiamato a realizzare quella che sembra esser stata la prima esperienza di comunità terapeutica nordamericana con i soldati richiamati dall'area del Pacifico. Nel volume si alternano riflessioni teoriche, tecniche e operative (vale a dire esperienze professionali sul campo e loro vicissitudini), a ricordi e resoconti di episodi significativi, al fine di tracciare un ritratto dell'uomo e del professionista Maxwell Jones. Nel testo sono ripercorsi due momenti vissuti da Jones in Italia: il primo, nel 1979, ad Arezzo, in occasione del Convegno organizzato da Franco Basaglia, durante il quale fu consegnato a Jones un riconoscimento per il suo contributo alla costruzione della psichiatria democratica. Il secondo, è relativo ai rapporti che Jones e Briggs ebbero (nel corso di diversi anni) con il CeIS (Centro Italiano di Solidarietà), diretto da Mario Picchi; tale impegno professionale porta Briggs a richiamare numerosi aneddoti ed episodi, unitamente a riflessioni sul tipo di consulenza da loro offerto. Come ricorda l'Autore, Jones riuscì a unire la tradizione pragmatica inglese ad una fondamentale fiducia nelle possibilità vitali dell'essere umano: «Trattando delinquenti, drogati, o soldati traumatizzati, egli seppe creare un ambiente in cui la compassione e l'eguaglianza avrebbero mosso le persone verso l'integrazione» (p. 172), avendo come idee centrali del suo agire la dignità, la ricchezza e la spinta all'auto-realizzazione della persona. (A.C.d'A.)

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