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Castiello d'Antonio, A. (2004). Mario Maj, Wolfgang Gaebel, Juan José Lòpez-Ibor & Norman Sartorius (a cura di), Psychiatric Diagnosis and Classification. Chichester: John Wiley and Sons, 2002, pp. 295, £ 65.00 (Hardcover). Psicoter. Sci. Um., 38(3):397-399.

(2004). Psicoterapia e Scienze Umane, 38(3):397-399

RECENSIONI

Mario Maj, Wolfgang Gaebel, Juan José Lòpez-Ibor & Norman Sartorius (a cura di), Psychiatric Diagnosis and Classification. Chichester: John Wiley and Sons, 2002, pp. 295, £ 65.00 (Hardcover)

Review by:
Andrea Castiello d'Antonio

Il volume è, in parte, basato sulle presentazioni sviluppate nel corso dell'undicesimo Congresso Internazionale di Psichiatria, tenutosi dal 6 all' 11 agosto 1999, ad Amburgo. I suoi scopi sono bene illustrati nella prefazione a firma dei quattro curatori e ruotano intorno a due macro-tematiche: l'avvicinarsi delle prossime edizioni del DSM e dell'ICD, previste orientativamente intorno al 2010 (evento che sta producendo un certo fermento nelle comunità dei professionisti, dei ricercatori e degli specialisti in vario modo impegnati nelle elaborazioni di tali sistemi), e le insoddisfazioni, ormai ampiamente consolidate, almeno in alcuni ambiti scientifici e professionali, intorno al funzionamento del DSM in quanto framework diagnostico. Questo secondo aspetto può essere ricondotto ad alcune basilari osservazioni critiche che nel corso del tempo sono state avanzate verso il “movimento neo-Kraepeliniano” che dette vita alla “nuova” e più recente concezione diagnostica concretizzata nel DSM. In estrema sintesi, il sistema ha subito critiche a causa di: (a) la scarsa coincidenza tra le categorie diagnostiche definite e la variabilità della psicopatologia che propone quadri sfumati, complicati, complessi e interconnessi; (b) l'overlapping e la coesistenza di più diagnosi in riferimento ad una medesima situazione individuale; (c) la difficoltà di identificare marker specifici. In sostanza, la psicopatologia si lascia mal inquadrare in un sistema che pretende di definire rigidi steccati e confini, al fine di individuare categorie diagnostiche uninominali e, per così dire, verticalmente definite e delimitate.

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