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(2004). Fred Busch, Ripensare la tecnica clinica. Traduzione di Laura De Rosa. Milano: Franco Angeli, 2003, pp. 143, € 18,00 (ed. orig.: Rethinking Clinical Technique. Northvale, NJ: Aronson, 1999). Psicoter. Sci. Um., 38(3):407-408.

(2004). Psicoterapia e Scienze Umane, 38(3):407-408

Fred Busch, Ripensare la tecnica clinica. Traduzione di Laura De Rosa. Milano: Franco Angeli, 2003, pp. 143, € 18,00 (ed. orig.: Rethinking Clinical Technique. Northvale, NJ: Aronson, 1999)

Fred Busch affronta in questo libro (la cui edizione originale è stata recensita da Fabiano Bassi sul n. 4/1999 di Psicoterapia e Scienze Umane) un argomento che lo impegna da tempo e che viene chiaramente richiamato e delineato nelle prime pagine del testo. L'autore osserva che l'attuale periodo storico ha portato con sé uno sviluppo del confronto tra indirizzi e scuole diverse, superando le tradizionali barriere e le chiusure elitarie: nonostante ciò, il pensiero sulla tecnica clinica (e le sue relazioni con la teoria) non sembra seguire di pari passo la fluidità del dibattito teorico e il confronto esistente oggi tra i clinici. Fondandosi sulla Psicologia dell'Io, Busch mette in evidenza che da essa non è derivato, in modo chiaro, un modello clinico applicativo: è ancora necessario sottolineare il valore della comprensione dell'Io nel processo di cambiamento e di ristrutturazione della mente del paziente e, concretamente, indicare nuovi metodi ed approcci tecnici che possano favorire tale processo (vedi il suo The Ego at the Center of Clinical Technique, del 1995). In tale prospettiva è enfatizzata l'interpretazione delle resistenze - secondo l'autore a lungo ignorata, al di là delle declamazioni teoriche, ed ancora oggi praticata in mille modi diversi - richiamando la sua proposta del “lavorare in prossimità”, cioè nei dintorni delle aree di consapevolezza del paziente (vedi l'articolo di Fred Busch “In the neighborhood: aspects of a good interpretation and a ‘developmental lag’ in Ego Psychology”, Journal of the American Psychoanalytic Association, 1993, 41: 151-177). Busch sottolinea come le opere di Arlow e di Brenner siano ancorate a derivazioni della Psicologia dell'Io di alcuni decenni addietro (anni 1950-60) e come sia oggi necessario ed utile sviluppare dei modelli basati sugli sviluppi recenti di tale impostazione teorica.

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