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Fissi, S. (2004). Carl Gustav Jung, La psicologia del kundalini yoga. Seminario tenuto nel 1932. Edizione italiana e traduzione a cura di Luciano Perez. Torino: Bollati Boringhieri, 2004, pp. 218, € 22 (ed. or.: The Psychology of Kundalini Yoga. Notes on the Seminar Given in 1932 by C.G. Jung. Edited by Sonu Shamdasani. Princeton, NJ: Princeton University Press, 1996). Psicoter. Sci. Um., 38(4):521-523.

(2004). Psicoterapia e Scienze Umane, 38(4):521-523

RECENSIONI

Carl Gustav Jung, La psicologia del kundalini yoga. Seminario tenuto nel 1932. Edizione italiana e traduzione a cura di Luciano Perez. Torino: Bollati Boringhieri, 2004, pp. 218, € 22 (ed. or.: The Psychology of Kundalini Yoga. Notes on the Seminar Given in 1932 by C.G. Jung. Edited by Sonu Shamdasani. Princeton, NJ: Princeton University Press, 1996)

Review by:
Stefano Fissi

Ben venga, seppure a otto anni di distanza dall'edizione originale, la traduzione del Seminario di Jung sullo yoga kundalini, da parte di Luciano Perez, lo stesso curatore e traduttore del Seminario sull'analisi dei sogni tenuto nel 1928-30 (schedato in questo stesso numero della rivista). Essa è oggi più che mai d'attualità per un duplice motivo. Primo, perché documenta un passaggio critico del pensiero di Jung, quello in cui lo psicologo svizzero, insoddisfatto della teoria freudiana della libido ma ancora non sicuro di una sistematizzazione della propria teoria, si rivolge alle religioni e alle filosofie orientali per cercarvi delle conferme oggettive e universali del processo di individuazione. Secondo, perché, come avverte Sonu Shamdasani nella sua bella introduzione, l'interesse per le pratiche esoteriche e le filosofie orientali si è, dal tempo in cui scrive Jung, progressivamente espanso e approfondito, innestandosi nella corrente New Age, e pertanto può essere interessante confrontare le riflessioni dello psicologo svizzero con i successivi sviluppi.

Già nel 1912 in Trasformazioni e simboli della libido Jung aveva proposto interpretazioni psicologiche di alcuni brani delle Upanishad e del Rig-veda. Successivamente era venuto in contatto col conte Herman Keyserling e la sua Scuola della Saggezza di Darmstadt, che avevano offerto alle sue ricerche un contesto di tipo universitario. A Darmstadt Jung aveva incontrato il sinologo Wilhelm e con lui aveva collaborato ad un testo di alchimia cinese, Il Segreto del Fiore d'Oro, di cui Wilhelm aveva curato la traduzione e Jung scritto un importante commento psicologico. Il Commento al “Segreto del Fiore d'Oro” è un punto di biforcazione del pensiero di Jung.

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