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(2005). Anthony Bateman & Peter Fonagy, Psychotherapy for Borderline Personality Disorder. Mentalization-Based Treatment. Foreword by John Gunderson. New York: Oxford University Press, 2004, pp. xxiv+381, $ 49.95 (traduzione italiana in preparazione presso Cortina). Psicoter. Sci. Um., 39(4):568-569.

(2005). Psicoterapia e Scienze Umane, 39(4):568-569

Anthony Bateman & Peter Fonagy, Psychotherapy for Borderline Personality Disorder. Mentalization-Based Treatment. Foreword by John Gunderson. New York: Oxford University Press, 2004, pp. xxiv+381, $ 49.95 (traduzione italiana in preparazione presso Cortina)

Questo è l'atteso manuale del “trattamento basato sulla mentalizzazione” (Mentalization-Based Treatment [MBT]) per i pazienti borderline, cioè la tecnica di terapia psicoanalitica costruita a partire dagli studi di Fonagy sulla funzione riflessiva (vedi Fonagy & Target, Attaccamento e funzione riflessiva, scheda nel n. 3/2001, e Fonagy, Gergely, Jurist & Target, 2002, Regolazione affettiva, mentalizzazione e sviluppo del Sé, usciti per Cortina rispettivamente nel 2001 e nel 2005). Questo manuale era diventato ancor più necessario dopo la pubblicazione di due lavori di Bateman & Fonagy (American Journal of Psychiatry, 1999, e British Journal of Psychiatry, 2000) in cui riportavano i risultati molto positivi di uno studio controllato sulla psicoterapia di un gruppo di pazienti borderline. Per certi aspetti la tecnica di Fonagy era risultata superiore a quella comportamentale della Linehan (la Dialectical Behavior Therapy [DBT], vedi Psicoter. Sci. Um., 3/2004, pp. 361-378), la quale precedentemente aveva avuto il maggior supporto empirico, mentre ad esempio l'altra tecnica rivale psicoanalitica per i borderline, la Transference-Focused Psychotherapy (TFP) di Kernberg, sperimentata da molti anni, deve ancora vedere pubblicati i suoi risultati definitivi. Come ricordano gli autori nella Introduzione, «la mentalizzazione è una nuova parola per un concetto antico» (p. xxi), non si basa cioè su una nuova teoria psicoanalitica ma semplicemente sulla applicazione clinica di una teoria dello sviluppo che postula, nei pazienti con gravi disturbi di personalità, un deficit nella capacità di comprendere gli stati mentali e le intenzioni di se stessi e degli altri. Questo deficit “metacognitivo” o della “teoria della mente” sarebbe causato da traumi relazionali infantili quali carenza di empatia da parte di caregivers incapaci di rappresentare a se stessi il mondo intenzionale del bambino e quindi, a loro volta, ostacolando allo stesso bambino una adeguata mentalizzazione.

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