Customer Service | Help | FAQ | PEP-Easy | Report a Data Error | About
:
Login
Tip: To search only within a publication time period…

PEP-Web Tip of the Day

Looking for articles in a specific time period? You can refine your search by using the Year feature in the Search Section. This tool could be useful for studying the impact of historical events on psychoanalytic theories.

For the complete list of tips, see PEP-Web Tips on the PEP-Web support page.

Bonomi, C. Borgogno, F. (2006). IL SIMBOLO ROTTO: LA PAURA DELLA MENTE DELL'ALTRO NELLA STORIA SIMBOLICA DELL'INDIVIDUO. Psicoter. Sci. Um., 40(1):27-44.

(2006). Psicoterapia e Scienze Umane, 40(1):27-44

IL SIMBOLO ROTTO: LA PAURA DELLA MENTE DELL'ALTRO NELLA STORIA SIMBOLICA DELL'INDIVIDUO

Carlo Bonomi e Franco Borgogno

Il bambino acquisisce il pensiero simbolico nell'ambito del processo di esplorazione della mente dei genitori e nell'esperienza di ritrovare i propri stati interni rispecchiati nella mente dell'Altro significativo. Se gli stati mentali dei genitori sono troppo opprimenti, possono generare nel bambino un'intensa paura della mente che interferisce con lo sviluppo delle strutture e funzioni simboliche sia promuovendo l'incorporazione di un oggetto sentito come “corpo estraneo”, sia determinando nei casi estremi un ritiro completo dalla realtà psichica. In quest'ultima situazione per avviare una simbolizzazione che consenta al paziente di farne uso e di esserne cosciente deve essere rianimato un processo libidico e vanno ritrovati nell'analisi non solo gli stati mentali interni dell'oggetto, ma anche quelli del paziente-bambino, rimasti non visti e non riconosciuti da un genitore incapace di mettere in parole vitali le emozioni e i pensieri infantili.

[This is a summary or excerpt from the full text of the book or article. The full text of the document is available to subscribers.]

Copyright © 2021, Psychoanalytic Electronic Publishing, ISSN 2472-6982 Customer Service | Help | FAQ | Download PEP Bibliography | Report a Data Error | About

WARNING! This text is printed for personal use. It is copyright to the journal in which it originally appeared. It is illegal to redistribute it in any form.