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Monti, M.R. (2006). Giovanni Stanghellini, Disembodied Spirits and Deanimated Bodies. The Psychopathology of Common Sense. Oxford: Oxford University Press, 2004, pp. 236, £ 29.95 (trad. it.: Psicopatologia del senso comune. Milano: Cortina, 2006, in stampa). Psicoter. Sci. Um., 40(1):105-107.

(2006). Psicoterapia e Scienze Umane, 40(1):105-107

RECENSIONI

Giovanni Stanghellini, Disembodied Spirits and Deanimated Bodies. The Psychopathology of Common Sense. Oxford: Oxford University Press, 2004, pp. 236, £ 29.95 (trad. it.: Psicopatologia del senso comune. Milano: Cortina, 2006, in stampa)

Review by:
Mario Rossi Monti

In Collaboration with:
Andrea Angelozzi e Mauro Fornaro

Questo volume compare in una collana della Oxford University Press che, a partire dal nome (International Perspectives in Philosophy and Psychiatry), adotta un preciso programma di ricerca. Si tratta di una collana (gli Editors sono Bill Fulford, Katherine Morris, John Sadler, oltre allo stesso Stanghellini) che si propone come terreno di incrocio tra spiegazioni e studio delle cause da un lato, e approfondimento dei significati e della loro comprensione dall'altro. In questo contesto, Stanghellini interviene con un libro importante e ben costruito che mira al cuore dei problemi del rapporto tra filosofia, psicopatologia e psichiatria. Con particolare riferimento a un'area storicamente e clinicamente problematica: l'area della psicosi schizofrenica ed affettiva.

Una delle tesi di fondo del volume consiste nell'orientare la psichiatria verso una filosofia applicata. Del resto, pochi anni fa Josef Parnas e Dan Zahavi hanno delineato i reciproci vantaggi che possono derivare dal dialogo tra filosofia e psicopatologia. La psicopatologia, ad esempio, diventa terreno di verifica e di approfondimento per gli “esperimenti mentali” che molti filosofi della mente formulano “artisticamente” nel chiuso della loro mente. Al posto delle improbabili fantasie costruite dai filosofi della mente, la psicopatologia offre una realtà clinica che supera spesso la fantasia: esempi reali di condizioni cliniche che consentono di sviluppare una riflessione intorno al rapporto corpo-mente, al senso di unità che sostiene la mente, al senso di proprietà e di agency degli stati mentali, al tema della identità personale e della capacità di “leggere” ed interpretare le emozioni e gli stati mentali altrui.

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