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Marcelli, E. (2006). Aldo Lombardo, La comunità psicoterapeutica. Cultura, strumenti, tecnica. Milano: Franco Angeli, 2004, pp. 319, € 32,00. Psicoter. Sci. Um., 40(1):113-115.

(2006). Psicoterapia e Scienze Umane, 40(1):113-115

Aldo Lombardo, La comunità psicoterapeutica. Cultura, strumenti, tecnica. Milano: Franco Angeli, 2004, pp. 319, € 32,00

Review by:
Eleonora Marcelli

In questo libro l'Autore illustra il significato e il funzionamento del lavoro di una comunità psicoterapeutica, aprendo la riflessione su uno strumento clinico non sufficientemente conosciuto, frutto di una cultura psichiatrica carica di implicazioni etiche e filosofiche, con al centro il valore terapeutico della collettività e l'uomo — non la sua malattia — come soggetto di cura.

Gli ideali umanistici che caratterizzano questo modo di intendere la psichiatria hanno radici lontane: la prima parte del libro ripercorre le tappe più significative del suo sviluppo, dalle idee rivoluzionarie di William Tuke, che alla fine del 1700 in Inghilterra propone un approccio al disagio mentale ispirato ai valori umanistici dei quaccheri, espresso attraverso incontri di gruppo, al fermento culturale d'inizio XX secolo, in Inghilterra e in America, quando si diffondono le idee della psicoanalisi e viene intuita l'importanza fondamentale dell'ambiente nella cura del malato. Ispirate a questi princìpi, sorgono numerose esperienze di trattamento, dove l'applicazione delle scienze educative agli interventi terapeutici mira alla responsabilizzazione del malato e alla prevenzione della cronicizzazione. Fromm-Reichmann e Sullivan negli anni 1920 in America parlano di milieu therapy, indicando un nuovo approccio socio-psichiatrico al paziente ospedalizzato, orientato ai princìpi del coinvolgimento e della validazione (partecipazione attiva del malato nel percorso di cura, rispetto e conferma della natura intrinseca della sua persona), mentre in Inghilterra nel 1946, al Northfield Hospital, l'uso sistematico della cultura democratica e dell'autogestione negli interventi riabilitativi dà nuovo impulso a questo modo di esercitare la psichiatria che da quel momento verrà chiamato approccio di comunità terapeutica.

Si viene così a delineare, in era pre-neurolettica, un metodo di trattamento capace di produrre cambiamento in quei soggetti considerati “incurabili”, affetti da disturbi di personalità e turbe comportamentali: la qualità delle cure non mediche dell'ambiente di degenza si dimostra in grado di modificare significativamente il decorso della malattia, sprigionando un potenziale terapeutico quasi insospettato.

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