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Galli, P.F. (2006). EDITORIALE. Psicoter. Sci. Um., 40(2):151-152.

(2006). Psicoterapia e Scienze Umane, 40(2):151-152

EDITORIALE

Pier Francesco Galli

Occupo questo numero con molti miei “pezzi”, sia nell'articolo di testa che nella rubrica “Tracce”. L'articolo ha un taglio certamente, e volutamente, provocatorio, nel quadro del dibattito attuale sulla e nella psicoanalisi. Prima però di entrare nel merito di questo editoriale, voglio chiarire che ho il massimo rispetto per le linee di pensiero di chi dedica alla ricerca e alla elaborazione teorica i propri sforzi: il mio attacco è sempre all'effetto alone, alla dilatazione di mode e parole d'ordine che fanno balzare sullo scenario scientifico-culturale nuove icone, col loro codazzo di seguaci. Avendo osservato, nel corso del tempo, le principali obiezioni al discorso psicoanalitico freudiano e tenendo conto, col dovuto distacco storico e scientifico, delle diverse ipotesi che si sviluppavano nel campo, è mia opinione che attualmente si peschi nel settore, spesso senza citare le ascendenze, al punto che la somma delle antiche contrapposizioni sta diventando il costrutto stesso di quello che viene ancora presentato come psicoanalisi. A titolo di esempio, si può osservare il recupero del filone fenomenico-esistenziale tramite autori anglosassoni, in particolare statunitensi, che mi trova certo poco disponibile di fronte a queste nuove ontologie. E ritengo che affidare la sopravvivenza della psicoanalisi a certe modellistiche del comportamento umano sia una operazione molto riduttiva. Questa tesi era già presente in un vecchio testo che avevo scritto nel 1970 come prefazione al libro di Wolfgang Loch Premesse e meccanismi del processo psicoanalitico, edito da Boringhieri nella collana da me diretta. Segnalavo come certi linguaggi sentimental-descrittivi si differenziavano «dalla psicoanalisi da rotocalco solo per il linguaggio sofisticato» (p. 3). È un testo che più avanti ripubblicherò nella rubrica “Tracce” e che appartiene a una linea di coerenza che ancora mi è congeniale.

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