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Cimino, C. (2006). Sergio Benvenuto, Perversioni. Sessualità, etica, psicoanalisi. Torino: Bollati Boringhieri, 2005, pp. 194, € 19,00. Psicoter. Sci. Um., 40(2):239-241.

(2006). Psicoterapia e Scienze Umane, 40(2):239-241

Sergio Benvenuto, Perversioni. Sessualità, etica, psicoanalisi. Torino: Bollati Boringhieri, 2005, pp. 194, € 19,00

Review by:
Cristiana Cimino

In questo elegante saggio Sergio Benvenuto sceglie di occuparsi di un tema poco frequentato in Italia, salvo rare eccezioni, e lo fa in modo interessante e inusuale. Egli infatti non sceglie di praticare né l'operazione che, da filosofo contemporaneo, avrebbe potuto essergli più consona, ossia quella di decostruire il concetto medicopsicologico di perversione, né quella di inserirsi, da psicoanalista, in un filone di pensiero che, dopo Freud, ha sempre più cercato di depurare, “metaforizzare”, rendere rispettabile, quello che nella psicoanalisi freudiana era crudo, selvaggio, corporeo ancora prima che sessuale. Benvenuto ci parla, invece, di pulsione e desiderio, di corpo e di morte, riportandoci, in qualche modo, alle origini del pensiero psicoanalitico. Del resto, la psicoanalisi stessa si muoverebbe in un orizzonte “perverso”, che «sessualizza ciò che altri saperi sublimano» (p. 27), conducendoci “fuori di noi” e al tempo stesso, riportandoci, come scrive Benvenuto, a un «nido originario» (p. 28), al mondo da cui è partita ogni spiritualità. Ed è proprio nelle varie forme dell'erotismo perverso che essa viene drammaticamente messa sotto scacco, ridotta a corpo e libido, a quella zavorra che ognuno di noi si sforza di negare. Nella perversione, infatti, ciò che è astratto diventa crudemente corporeo, “povero”, come povero è in fin dei conti il perverso, dice Benvenuto, nel senso di essere un marginale, un dimenticato, un reietto dall'altro. E nel suo tentativo di rivalsa e di vendetta, ci riporta a un terreno comune originario, per emanciparsi dal quale ha effettuato la scelta più svantaggiosa.

Muovendosi in una prospettiva essenzialmente etica, Benvenuto fa esplicito riferimento a tre autori che si sono occupati in modo certo assai diverso tra loro, di perversioni, Masud Khan, Jaques Lacan e Robert Stoller.

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