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Cavagna, D. (2006). Giulio Raio, L'io, il tu e l'Es. Saggio sulla “Metafisica delle forme simboliche” di Ernst Cassirer. Prefazione di Giovanni De Renzis. Macerata: Quodlibet, 2005, pp. 78, € 14,00. Psicoter. Sci. Um., 40(2):244-245.

(2006). Psicoterapia e Scienze Umane, 40(2):244-245

Giulio Raio, L'io, il tu e l'Es. Saggio sulla “Metafisica delle forme simboliche” di Ernst Cassirer. Prefazione di Giovanni De Renzis. Macerata: Quodlibet, 2005, pp. 78, € 14,00

Review by:
Davide Cavagna

Capita talvolta che la clinica incontri la filosofia, specie quando si interroga sui rapporti tra simbolo e vita. Così, nella prefazione al volume di Raio (filosofo), De Renzis (psicoanalista), accostando Cassirer a Freud, tenta il confronto tra due distinti saperi, discutendo di come la metafisica della “forma originaria dell'esperienza” possa essere confrontata con la metapsicologia dell'accadere psichico.

Il volume raccoglie poi quattro lezioni di Raio sulla Metafisica delle forme simboliche di Ernst Cassirer, tenute all'Istituto italiano per gli studi filosofici nell'aprile del 2001. La Metafisica delle forme simboliche è una raccolta di scritti postumi del filosofo neokantiano, morto nel 1945, e redatti all'epoca del suo esilio negli Stati Uniti. Più noto per la sua Filosofia delle forme simboliche, Cassirer viene spesso, forse a torto, considerato solo uno storico della filosofia, accreditato a una tradizione ermeneutica, ancorché la sua dottrina della conoscenza si caratterizzi per un approccio neocriticista. Raio evidenzia come il confronto di Cassirer con i “filosofi della vita” (Simmel, Klages, Bergson e anche Nietzsche) ne abbia trasposto il kantismo in direzione di una “filosofia del senso”, che ha permesso all'autore di interrogarsi su linguaggio, mito e conoscenza, in rapporto alle tre funzioni delle forme simboliche, cioè l'espressione, la rappresentazione e il significato. Di qui l'idealismo simbolico di Cassirer, che identifica i fenomeni originari nell'io, tu ed esso.

Il problema del simbolo, per Cassirer, nasce dal rapporto tra forma/spirito e vita: la sua interrogazione riguarda il modo in cui la vita compie la “svolta all'idea”, in una “forma primaria dell'esperienza” (Urform) che si costituisca come immagine naturale del mondo. Cassirer usa al proposito la formula “volontà di configurazione” (Wille zur Gestaltung), così da poter attuare una teoria delle forme simboliche in cui, a partire dal linguaggio, si “sublimi” l'atto vitale; rilevante a questo proposito è il confronto con Russell circa la differenza tra accadere fisico e accadere psichico.

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