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Castiello d'Antonio, A. (2007). Michael Fordham, Divenire un analista junghiano. Trad. di Barbara Sambo. Roma: Magi, 2005, pp. 182, € 16,00 (ed. orig.: The Making of an Analyst: A Memoir. London: Free Association Books, 1993). Psicoter. Sci. Um., 41(1):122.

(2007). Psicoterapia e Scienze Umane, 41(1):122

Michael Fordham, Divenire un analista junghiano. Trad. di Barbara Sambo. Roma: Magi, 2005, pp. 182, € 16,00 (ed. orig.: The Making of an Analyst: A Memoir. London: Free Association Books, 1993)

Review by:
Andrea Castiello d'Antonio

Autobiografia umana e professionale di uno dei massimi esponenti della psicologia analitica, questo piccolo volume, scritto da Fordham all'età di 88 anni, raccoglie in sé tutte le piacevoli caratteristiche del resoconto semplice e diretto di una persona che desidera raccontare il suo progetto di vita di dedicarsi all'analisi junghiana. Dai primi capitoli sul contesto culturale e della storia familiare, la narrazione si snoda fino al capitolo XVII, l'ultimo, intitolato “Invecchiare”, ripercorrendo momenti positivi e fallimenti - fallimenti che, afferma l'autore, hanno finito con l'impedirgli di imboccare le direzioni errate. Nato il 4 agosto 1905 a Londra in una importante famiglia di proprietari terrieri e di imprenditori, dopo la fine della prima guerra mondiale venne chiamato in Marina Militare, dalla quale fu rifiutato, e nel 1920 subì l'improvvisa scomparsa della madre, evento che causò lo sviluppo di modalità comportamentali definite «sconcertanti» e riferite ad un processo di scissione della personalità. Concluso il percorso di studio a Cambridge, iniziò la sua esperienza in ospedale psichiatrico - «custodialistico e gestito come un reparto militare» (p. 79) - sperimentando la monotona routine e l'impossibilità di occuparsi veramente dei malati; nel contempo emerse l'interesse per le opere di Freud e Jung, e poco dopo iniziò la sua prima analisi con un allievo di Jung, Godwin Baynes, facendo contemporaneamente esperienza del lavoro con bambini nevrotici e pre-psicotici.

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