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Peloso, P.F. (2008). Roberto Beneduce, Etnopsichiatria. Sofferenza mentale e alterità fra storia, dominio e cultura. Roma: Carocci, 2007, pp. 399, € 24,50. Psicoter. Sci. Um., 42(3):420-422.

(2008). Psicoterapia e Scienze Umane, 42(3):420-422

Roberto Beneduce, Etnopsichiatria. Sofferenza mentale e alterità fra storia, dominio e cultura. Roma: Carocci, 2007, pp. 399, € 24,50

Review by:
Paolo Francesco Peloso

L'etnopsichiatria, come Beneduce la presenta, è un campo dinamico di forze che contribuiscono a definire il rapporto di un gruppo con la sofferenza mentale, l'alterità etnica e le situazioni nelle quali una persona incarna l'una e l'altra insieme. Essa non può sottrarsi, come il titolo enuncia, a un rapporto con la storia, il dominio, la cultura. Con la storia perché prospettiva etnica e storica non designano due sottodiscipline in psichiatria, ma costituiscono le coordinate indispensabili e complementari per collocare ogni atto psichiatrico nello spazio e nel tempo. Ma anche perché l'etnopsichiatria non nasce come prospettiva neutrale, sguardo da nessun luogo; la sua storia è la storia di come la psichiatria europea scopre l'alterità, e ne porta ancora il peso. Dominio e cultura rappresentano le forze in campo nel momento in cui questa scoperta è avvenuta, e Beneduce presenta questi due concetti ribaltati rispetto all'ordine alfabetico, e a quanto ci saremmo aspettati. Con questo ribaltamento, prende posizione ed enuncia una gerarchia: in psichiatria, ogni volta che si incontrano (per esempio nella psichiatria coloniale o dei fenomeni migratori), la categoria del dominio prevale su quella della cultura. E solo con questa consapevolezza, l'etnopsichiatria evita il rischio, che condivide con la storia della psichiatria, di riduzione a folklore, a quello che definirei lo “psicofolklore” spesso oggetto di superficiali e distratte infatuazioni, e può effettivamente contribuire alla costruzione di un discorso scientifico.

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