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Castiello d'Antonio, A. (2011). Sebastiano Catalano, Le stanze ferite. Dalla Real Casa dei Matti al Manicomio di Palermo. Palermo: Offset Studio, 2008, pp. 338, € 60,00. Psicoter. Sci. Um., 45(1):123.

(2011). Psicoterapia e Scienze Umane, 45(1):123

Sebastiano Catalano, Le stanze ferite. Dalla Real Casa dei Matti al Manicomio di Palermo. Palermo: Offset Studio, 2008, pp. 338, € 60,00

Review by:
Andrea Castiello d'Antonio

Circa duecento anni di storia sono racchiusi in una documentazione iconografica che volutamente concede pochissimo spazio al testo e all'elaborazione concettuale, lasciando il lettore a confrontarsi con le immagini e con ciò che tali immagini evocano. Lo scenario presentato è quello di una istituzione nella quale venivano rinchiusi tisici, lebbrosi e “matti” (ai tempi dei tempi, ci si rivolgeva a loro col vocabolo di “indemoniati”), abbandonati lì per decenni, dimenticati da famiglie - se ne avevano - e certamente ignorati da quella psichiatria ottocentesca che, più che curare, sentiva l'obbligo di catalogare e contenere. Gli strumenti primordiali erano quelli di cui si possono ancora oggi vedere le vestigia: letti di contenzione, camicie di forza, sale docce per “raffreddare gli spiriti bollenti”, fino all'utilizzo apparentemente meno violento dell'elettroshock, dapprima impiegato senza troppe precauzioni e successivamente con la sedazione del malcapitato paziente.

Scorrono sulle pagine le fotografie delle celle con le sbarre alle finestre, i giacigli di legno sui quali si possono immaginare i reclusi abbandonati in situazioni igieniche precarie, e sembra quasi di ascoltare le urla e gli strepiti ai quali qualunque infermiere psichiatrico e qualunque giovane medico avrebbero dovuto presto abituarsi frequentando i corridoi del manicomio. E, in effetti, ci si poteva abituare anche a ben altro, come ai figli delle donne recluse nati in manicomio e lì rimasti a vivere la loro vita semplicemente perché non vi era alcun altro posto dove sistemarli.

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