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Bruno, L. (2012). Rita Corsa, Se la cura si ammala. La caducità dell'analista. Seriate (BG): Edizioni Kolbe, 2011, pp. 197, € 14,00. Psicoter. Sci. Um., 46(3):454-455.

(2012). Psicoterapia e Scienze Umane, 46(3):454-455

Rita Corsa, Se la cura si ammala. La caducità dell'analista. Seriate (BG): Edizioni Kolbe, 2011, pp. 197, € 14,00

Review by:
Luca Bruno

Questo saggio affronta con audacia e delicatezza un tema che ancora è tabù, anche per gli “addetti ai lavori”: cosa succede nelle menti dell'analista e del paziente quando nel trattamento si infiltra non solo lo spettro della malattia e della possibile morte del “curante”, ma la realtà della sua caducità? Cosa accade nel loro campo relazionale? Quali difficoltà si devono affrontare? E come? L'argomento rimanda alla bellissima nota intitolata Caducità (1915) nella quale Sigmund Freud scrive: «Il valore di tutta questa bellezza (…) è determinato soltanto dal suo significato per la nostra sensibilità viva, non ha bisogno di sopravviverle e per questo è indipendente dalla durata temporale assoluta» (Opere, 8. Torino: Boringhieri, 1976, p. 174). Rita Corsa (con la collaborazione di Gabriella Gabbriellini e Lucia Monterosa) affronta un tema poco esplorato, umbratile e doloroso. Sono toccate le aree della fragilità narcisistica, della vergogna, dell'invidia controtransferale e della realtà umana (anche somatica) della figura dell'analista, che il paziente tende a collocare in una zona idealizzata, lontana dalle rappresentazioni e dagli affetti legati alla mortalità.

Il volume è suddiviso in tre parti. Nella prima (“L'identità violata”) l'Autrice ripercorre il concetto di trauma, a partire da Freud, per soffermarsi ad analizzare la soggettività corporea dell'analista e il complesso lavoro psichico che attraverso la “preconcezione della morte” - come l'ha definita Eugenio Gaburri (Edipo e la preconcezione della morte.

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