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Moro, D. (2012). Elyn R. Saks, The Center Cannot Hold: My Journey Through Madness. New York: Hyperion, 2007, pp. 313, $ 15.99 (trad. it.: Un castello di sabbia. Storia della mia vita e della mia schizofrenia. Milano: FrancoAngeli, 2013, € 16,00, in preparazione). Psicoter. Sci. Um., 46(4):603.

(2012). Psicoterapia e Scienze Umane, 46(4):603

Elyn R. Saks, The Center Cannot Hold: My Journey Through Madness. New York: Hyperion, 2007, pp. 313, $ 15.99 (trad. it.: Un castello di sabbia. Storia della mia vita e della mia schizofrenia. Milano: FrancoAngeli, 2013, € 16,00, in preparazione)

Review by:
Danila Moro

Elyn Saks era una ragazzina intelligente ed energica, brillante a scuola e amata dalla famiglia, finché gradualmente iniziò ad avere bisogno di “preparativi” sempre più complessi: disporre gli oggetti in un certo ordine, lavare e controllare ossessivamente ciò che mangiava. Ben presto comparvero i terrori notturni e la paura di ignoti aggressori. Poi - man mano che si sviluppavano i primi episodi gravi che terrorizzarono lei e le persone che le volevano bene - si fece largo la sensazione che avrebbe caratterizzato la sua esperienza di questa malattia: l'impressione che i confini della realtà si facessero indistinti, che il suo centro crollasse, che “non tenesse”, come recita il titolo originale del libro.

In questo lucido e sofferto racconto autobiografico di una vita gravata dalla psicosi e dalla diagnosi di schizofrenia, l'Autrice descrive la strenua e coraggiosa lotta per non cedere ai fantasmi della sua mente, per continuare a perseguire i propri obiettivi formativi e professionali, per condurre una vita “normale” nonostante i demoni che la abitano; ci racconta dei suoi numerosi ricoveri e di un sistema psichiatrico basato sulla contenzione che non accorda ai malati mentali alcuna autodeterminazione, dei pesanti effetti collaterali degli psicofarmaci dell'epoca e della sua determinazione a farne a meno, fino all'accettazione finale della loro utilità; descrive le sue difficoltà di relazionarsi con un mondo che sembra sottrarsi alla sua presa, che lei viveva come distante anni luce dal suo.

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