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Armando, L.A. (2017). Dagmar Herzog, Cold War Freud. Psychoanalysis in an Age of Catastrophes. Cambridge, UK: Cambridge University Press, 2016, pp. viii+311, £ 24.99 (trad. it. di una versione del cap. 1, pp. 21-55: Le “guerre fredde” freudiane: cristianizzazione e desessualizzazione della psicoanalisi negli Stati Uniti del dopoguerra. Psicoterapia e Scienze Umane, 2017, 51, 1: 25-60). Psicoter. Sci. Um., 51(4):631-638.

(2017). Psicoterapia e Scienze Umane, 51(4):631-638

Recensione-saggio

Dagmar Herzog, Cold War Freud. Psychoanalysis in an Age of Catastrophes. Cambridge, UK: Cambridge University Press, 2016, pp. viii+311, £ 24.99 (trad. it. di una versione del cap. 1, pp. 21-55: Le “guerre fredde” freudiane: cristianizzazione e desessualizzazione della psicoanalisi negli Stati Uniti del dopoguerra. Psicoterapia e Scienze Umane, 2017, 51, 1: 25-60)

Review by:
Luigi Antonello Armando

In Collaboration with:
Andrea Castiello d'Antonio e Mauro Fornaro

Le numerose pubblicazioni di Dagmar Herzog, docente di storia alla City University of New York (CUNY), vertono su religione, etica, politica, economia, diritto, psichiatria; sono però legate dal suo interesse per la storia della sessualità. Non sorprende dunque che sia giunta a confrontarsi con Freud che ha più di ogni altro influito sul modo di intendere e vivere la sessualità in Occidente.

L'Autrice conduce questo confronto collocandosi nell'ambito dei “nuovi studi” su Freud sorti con l'apertura dei Freud Archives. Sostiene che, grazie a tale apertura, anche gli storici si sono volti a studiare Freud e la storia della psicoanalisi, producendo nella storiografia su di essa un mutamento cui ella intende contribuire con due peculiarità: l'assunzione delle vicende della storia della psicoanalisi successive alla fine della Seconda guerra mondiale come una lente attraverso cui osservare le vicende della storia sociale e intellettuale di quel periodo; e il proposito di illustrare come, nel corso della storia della psicoanalisi, si siano resi disponibili «strumenti concettuali potenzialmente utili per una analisi critica della politica e della cultura» (p. 17).

Per contribuire così al suddetto mutamento, l'Autrice segue due direzioni.

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