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Galli, P.F. (2018). Editoriale: “Che fare”, magari forse si può, con buona volontà…. Psicoter. Sci. Um., 52(3):355-358.

(2018). Psicoterapia e Scienze Umane, 52(3):355-358

Editoriale: “Che fare”, magari forse si può, con buona volontà…

Pier Francesco Galli

Il Venerdì di Repubblica, 20 aprile 2018, pag. 55. Antonella Barina, nella rubrica “Noi e gli altri” condotta con attenzione a fenomeni e dinamiche sociali trattate con capacità di sintesi e senza retorica, affronta in meno di tremila battute l'essenziale del problema cura-custodia-controllo sullo sfondo delle attuali celebrazioni del quarantennale della Legge 180/1978. La scelta dell'interlocutore, Vito D'Anza, che dirige il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) di Pescia (in provincia di Pistoia) e parla come portavoce del Forum Salute Mentale, è significativa. Vengono poste in evidenza disfunzioni del sistema psichiatria nel quadro del sistema Sanità. L'intervento non è la denuncia sterile ma sfocia in proposte concrete. Oltre ogni trattazione elegiaca del “modello Italia”, la revisione storica è imposta dalla crudezza dei dati riportati da D'Anza. Nell'anfratto della rubrica è concentrato il dramma dei conflitti e delle contraddizioni cui si trova esposto ogni operatore della salute mentale che si confronta nella quotidianità, perché di quotidianità si tratta, con la propria identità terapeutica. Riassumo il quadro impietoso descritto nell'articolo.

1)   Su 320 SPDC esistenti in Italia solo una ventina operano a porte aperte e solo in una trentina è abolita la contenzione fisica.

2)   Gli scandali non trapelano perché i pazienti in fin di vita a causa dei metodi di contenzione vengono trasferiti in rianimazione per cui non muoiono in catene.

3)   Eccesso di ricoveri obbligatori e di elettroshock negli ospedali italiani ove si eseguono.

4)   Deportazione e spoliazione dei pazienti quale conseguenza aberrante dei pochi posti letto.

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