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Arfini, E. (2019). Interventi sul caso Matteo. Psicoter. Sci. Um., 53(1):161-162.

(2019). Psicoterapia e Scienze Umane, 53(1):161-162

Interventi sul caso Matteo

Elisabetta Arfini

Avere l'occasione di scrivere su di un mio caso clinico è stata un'esperienza nutritiva e nutriente. Riguardare me stessa, il mio lavoro e la relazione terapeutica attraverso le mie parole mi ha permesso di considerare angolazioni di cui prima non ero consapevole. Questa esperienza si è amplificata quando ho letto i commenti dei colleghi; molte cose si sono chiarite, piccole istantanee si sono trasformate in interi fotogrammi animati, spiragli in finestre aperte su un panorama più esteso. Ognuno di loro ha utilizzato le immagini, a me così care, per accompagnarmi in questa scoperta.

L'immagine di G.C. Zavattini del contatto come sostegno e ricerca di equilibrio (n. 4/2018, pp. 625-626), il toccare per appoggiarsi quando si impara a camminare, mi ha richiamato alla mente un bambino piccolo che nell'adulto sente un prolungamento di sé capace di guidarlo quando cammina ma anche di adattarsi a lui, alla sua altezza, ai suoi movimenti goffi: un adulto elastico in grado di “accogliere la pressione emotiva” di questo bambino reale e simbolico. All'idea di terapia vista come un contenitore bioniano, finalizzato a far crescere la capacità di riflettere e mentalizzare, si collega l'interessante riflessione di F. Melandri sugli effetti di un contenimento materno ingolfante che può invece paralizzare: come se l'abbraccio di questa madre angosciata avesse stritolato il bambino, un Matteo così fragile, di vetro, che per paura di andare in pezzi si è richiuso su se stesso.

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