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Montanaro, E. Spano, I. (1932). La “Rivista Italiana di Psicoanalisi” nella cultura italiana degli anni trenta: Introduzione. Rivista Ital. Psicoanal., 1(1):V-XXIII.
  

(1932). Rivista Italiana di Psicoanalisi, 1(1):V-XXIII

NOTE

La “Rivista Italiana di Psicoanalisi” nella cultura italiana degli anni trenta: Introduzione

Elda Montanaro e Ivano Spano

Lo statuto epistemologico della psicoanalisi

È alla fine del XIX secolo che la psicoanalisi inizia a prendere corpo e a svilupparsi come disciplina autonoma legittimandosi come procedimento scientifico rigoroso.

Henri Flournoy nel saggio “Il carattere scientifico della psicoanalisi” apparso nel primo numero della Rivista italiana di psicoanalisi nel 1932, ribadiva: “Prendendo come oggetto di studio il funzionamento psicologico della personalità non sarebbe del resto possibile alla psicoanalisi di richiamarsi alle altre discipline, benché una delle sue basi (la teoria degli istinti) si fondi sulla biologia. Invano si cercherebbe di scoprire nelle osservazioni pur così minuziose dei fisici e dei chimici degli abbozzi anche minimi di processi ‘psichici'. Nessuna delle loro più audaci concezioni arriva a sfiorare in modo o nell'altro le nozioni, pur assai reali, di un'attività ‘mentale’, di un ‘desiderio’ o di un ‘sentimento'. E se lo stesso Freud si è sforzato di adoperare tali nozioni in un senso dinamico ed energetico, ciò è per una questione di metodo. Non bisogna concludere ch'esse si troveranno mai nel campo esplorato dai fisici!

Certamente l'individuo dev'essere considerato come un'entità psicobiologica: ciò è mostrato quotidianamente dall'osservazione clinica e dal semplice buon senso. Ma pretendere che i processi mentali siano dei fenomeni fisico-chimici alquanto più complicati degli altri, è un volersi illudere. C'è tutto un ordine di fatti naturali sui generis, di cui solo una scienza fondamentale può affrontare lo studio. Ciò è sempre stato il compito della psicologia.

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