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Perrotti, N. (1934). La rigofobia (paura del freddo). Rivista Ital. Psicoanal., 3(1):37-51.

(1934). Rivista Italiana di Psicoanalisi, 3(1):37-51

La rigofobia (paura del freddo)

Nicola Perrotti

La vita umana è condizionata dall'azione di svariati agenti fisici esteriori, quali la luce, la temperatura, la pressione barometrica, ecc. Il nostro organismo è molto sensibile al variare di queste condizioni, e noi sappiamo che un individuo, adattato in pianura, può risentire in modo sensibile il brusco abbassamento della pressione atmosferica se fa un'ascensione in alta montagna o va in aeroplano.

Fra queste condizioni quella dovuta alla temperatura appare una delle più importanti, e la nostra sensibilità al variare di essa è certamente molto grande, come pure è notevole la lentezza e la difficoltà di adattamento alle mutate condizioni termiche esteriori.

Molto importanti sono le reazioni che l'organismo presenta di fronte a temperature diverse da quelle riscontrate ottime per la vita. Io mi occuperò soltanto delle reazioni dovute a temperature più basse di quest'optimum, cioè delle reazioni al freddo.

Queste reazioni al freddo sono naturalmente di duplice natura: fisica e psichica.

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