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Racalbuto, A. (2004). Editoriale. Rivista Psicoanal., 50(1):5-10.

(2004). Rivista di Psicoanalisi, 50(1):5-10

ARTICOLI

Editoriale

Agostino Racalbuto

Care Lettrici e Cari Lettori,

a un anno giusto dall'Editoriale con cui aprivo il mio contributo alla Rivista nelle vesti di direttore, eccomi a voi per segnalare il primo numero dell'anno del Cinquantenario. Un numero che a noi della Redazione piace considerare “speciale”, e non solo per la mole che ha assunto.

Come avrete notato il colore della copertina è mutato. Il cambiamento ha un valore simbolico per la ricorrenza, per una memoria della Rivista che si fa storia, ma è anche un segno del rinnovamento lungo una continuità di impostazione.

Per onorare degnamente questa importante ricorrenza della nostra Rivista e della psicoanalisi italiana stiamo perciò predisponendo delle iniziative. Sono previste tre giornate “aperte”, interdisciplinari, nel corso di questo 2004: il 18 settembre a Trieste, il 6 novembre a Napoli, il 4 dicembre a Roma. Sempre a Roma, per il 11 e 12 giugno 2005 è in corso di programmazione un Convegno internazionale su temi fondamentali connessi all'Edipo. Il dettaglio di tutte queste iniziative sarà, appena disponibile, comunicato agli interessati.

Per la fine dell'anno, inoltre, sarà pronto il CD-rom che raccoglie le annate della Rivista di Psicoanalisi dal 1955 al 2004. Potranno essere fatte delle ricerche per anno, titolo del lavoro, nome dell'autore, parole contenute nel testo; ogni parola potrà essere usata come parola-chiave per la ricerca.

Le decisioni prese in proposito ci sono sembrate rappresentare il coronamento naturale di tutti questi anni di attività della Rivista, conseguenti sia alla nostra autonomia di scelta in quanto responsabili della conduzione attuale, sia al mantenimento della memoria del lavoro svolto da chi ci ha preceduto.

I Greci sapevano già che il destino dell'umanità, del progresso dell'essere civile, si giocava nell'alternativa fra ricordare e dimenticare. In Beozia due fonti d'acqua si offrivano ai viandanti, l'una che donava l'oblio, l'altra che alimentava la memoria: rispettivamente Lete, sorella di Hypnos e Thanatos, e Mnemosine, figlia di Urano e di Gea e madre delle Muse. La prima alleggeriva con l'oblio di ogni fardello del passato, rischiando al suo estremo ignoranza e demenza; la seconda arricchiva mente e cuore di ogni bene, sconfinando nella tentazione dionisiaca dell'ebbrezza.

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