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Falci, A. (2005). Declinazioni del destino. Rivista Psicoanal., 51(3):799-822.
    

(2005). Rivista di Psicoanalisi, 51(3):799-822

LA STANZA DEL DIBATTITO

Declinazioni del destino

Amedeo Falci

Dell'articolo di Laurence Khan (2005), apprezzo l'urgenza con cui ci segnala la presenza della distruzione e del desiderio di morte nel nostro tempo, con la necessità di un loro ripensamento da parte della nostra cultura psicoanalitica. Ne apprezzo la scrittura raffinata, attraverso la quale la immagino lucidissima, ma abbastanza pessimista su quanto ci sottolinea; con un certo distacco, come se fosse amaramente preparata alla piega che hanno preso ormai le cose. Scrive su argomenti cruciali su cui, fatto insolito nella nostra letteratura, non teme di prendere delle posizioni abbastanza nette. Il fuoco del suo lavoro è una lettura della crisi della psicoanalisi causata da una perdita della caratterizzazione destinale di alcune sue formulazioni metapsicologiche centrali. Apprezzo insomma molte cose, anche quelle su cui non mi trovo in sintonia. Il suo lavoro è molto forte e complesso e non ritengo di poter riflettere su tutti i punti che mette in gioco. Seguirò allora un percorso attraverso alcuni passaggi per me problematici, sperando infine di mantenere il filo del mio pensiero. Ritengo che uno dei centri di forza del lavoro sia costituito dal concetto di Todestrieb, con le sue evocazioni demoniache, e dai concetti derivati di destino e di determinismo psichico. Comincerò quindi con un approccio di analisi sui materiali costitutivi dei concetti cardine: pulsione di morte e princìpi fondativi. Per materiali costitutivi intenderei le fonti di sapere scientifico, filosofico e mitologico, gli usi terminologici, la storia dei linguaggi scientifici, la effettiva integrabilità di tutti questi vari piani. Tenterò, sottotraccia, di seguire una possibile idea che Freud può aver nutrito, a margine del suo programma scientifico, sulla fondazione metafisica o mitologica del male.

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